Strani traffici: l'areo dei misteri che vola tra Caracas e Teheran

E' sempre mezzo vuoto ma la compagniaassicura:
non ci sono posti disponibili. Tariffe
altissime. Il sospetto è che trasporti tecnologia militare. In barba
alle sanzioni

Madrid Due sabati al mese parte dall'aeroporto Simón Bolivar di Caracas un Airbus 340 della compagnia venezuelana Conviasa abbastanza speciale: la sua cabina, da 286 posti, non arriva ad essere riempita quasi mai neanche a metà, ed i passeggeri possono godere di un altro privilegio: non devono passare controlli di sicurezza. Il volo Caracas-Damasco-Teheran è infatti una specie di mistero.
Nonostante il volo sia sempre mezzo vuoto, l'ufficio di prenotazione della compagnia assicura che non ci sono posti liberi per tutto il 2009. Anche quando disponibili, i prezzi non sembrano proprio essere alla portata di venezuelani ed iraniani: vanno dai 1.500 ai 3mila euro. Le alte tariffe non arrivano comunque a coprire le spese di un volo carissimo, che per ogni ora «costa allo Stato venezuelano dai 9.500 ai 12mila euro», secondo i calcoli di un funzionario di Conviasa citato da El País, che stima che l'andata e ritorno possa costare minimo 340mila euro.
Il volo va così male che la sua frequenza è stata dimezzata nell'ultimo anno. Ma se il Caracas-Damasco-Teheran non è stato ancora cancellato è perché dietro non c'è una normale compagnia aerea, ma due capi di Stato uniti da una amicizia ormai decennale: Hugo Chávez e Mahmud Ahmadinejad. E proprio i due presidenti dovranno decidere se rinnovare l'accordo che diede vita al volo due anni fa il prossimo dicembre.
È probabile che Chávez e Ahmadinejad firmino un nuovo accordo che sembra convenire ad entrambi. Dal 2007, quando a Teheran si tenne la prima Conferenza internazionale sull'America Latina, Ahmadinejad ha infatti stretto i rapporti con il continente americano, usando proprio il Venezuela come testa di ponte. L'amicizia con Chávez, di cui è socio nell'Opec, ha portato il leader iraniano a firmare circa 150 accordi con Venezuela ed i Paesi amici nella regione: Bolivia, Ecuador e Nicaragua, ed è divenuto «osservatore» anche dell'Alba, l'Alternativa bolivariana per l'America voluta da Hugo Chávez.
Durante i più di 11 incontri di Chávez con Ahmadinejad negli ultimi anni, l'Iran ha firmato circa 100 accordi di cooperazione ed ha promesso di investire circa 4 miliardi di dollari in progetti petroliferi. Ma i pasdaran hanno anche stretto accordi da un miliardo con il Nicaragua e la Bolivia; chiuso 25 accordi con l'Ecuador di Correa, a cui hanno concesso un credito di 80 milioni di euro, e promesso ingenti acquisti di soia in Paraguay. Un vero e proprio sbarco, per un Paese stretto sotto la morsa dell'embargo.
A cambio di questo impegno, Chávez sembra essersi fatto carico del volo speciale che unisce i due Paesi. Secondo un rapporto dei servizi occidentali citato dal Center for Security Policy di Washington, l'Iran sarebbe così riconoscente perché proprio grazie a questo strumento riuscirebbe a schivare l'embargo e ad introdurre in patria materiale che non potrebbe importare.
Secondo i servizi, nella tratta viaggerebbe anche materiale proibito, come computer per controllo dei missili e macchinari vari forniti da aziende quali Shahid Baker (Sbig), bandite dal 2006 dal Consiglio di sicureza dell'Onu. Secondo El País però, recentemente è scoppiata tra l'equipaggio del volo anche la paura che si trasporti materiale radioattivo. In un blog del sito di Conviasa, alcune persone, che dicevano essere impiegati, hanno dato sfogo alle loro accuse. Ora però la pagina è stata chiusa, e rimanda a quella principale di Conviasa, sotto il titolo «il piacere di volare».