Fra gli Strauss e Haydn il mondo vola coi Wiener

L’EVENTO. Un miliardo di spettatori, una cinquantina di Paesi collegati. Successo enorme e popolare. Se in un paese anche sperduto un’orchestrina o un fisarmonicista attaccano la Marcia Radetzsky, la gente si mette a battere le mani a ritmo: imitazione del Concerto viennese di Capodanno: indizio decisivo. Voto: 10 istituzionale.
IL PROGRAMMA. Consueta e doverosa celebrazione degli Strauss, con scelta di brani interessanti e talora anche noiosetti. Omaggio ai duecent’anni dalla morte di Haydn con l’ultimo tempo della Sinfonia degli Addii, con gli strumentisti che se ne escono in anticipo poco a poco come storicamente la prima volta per sollecitare un riposo dal Principe, finto stupore del direttore e risate cordialone del pubblico viennese. Due «bis annunciati», (mah) Danubio blu e Marcia Radeztsky. Voto: 8 complessivo.
L’ORCHESTRA. I Wiener Philharmoniker. Equilibrio morbido e pieno fra archi e fiati. Voglia di suonare e far godere. Quando gli archi decollano, si vola con loro. Divina. Voto: 10 secco.
IL DIRETTORE. Personaggio memorabile e musicista straordinario: ogni gesto di Daniel Barenboim vale una conferenza sulla musica. Ma non sempre vale una danza. Voto: 8 relativo.
DANZA E COREOGRAFIA. Incantevoli, nella loro bellezza tradizionale un po’ da scatola di cioccolatini. Bellissime le facce degli allievi della scuola di ballo, ma fastidioso metterli fra il pubblico come sorpresuccia. Tutto, però, con una certa nobiltà. Voto: 8 accademico.
L’AMBIENTE. La mitica sala d’oro di Vienna. Mi piacerebbe che, dopo averla conosciuta per televisione, aveste occasione di andarci. Entrando, è una botta d’emozione; dopo un momento ci si sente a casa. Perché è davvero la casa della musica. Voto: 10 sacrosanto.
LE RIPRESE TELEVISIVE. Puntualità massima, orchestra e sala visti da tutte le angolazioni e al momento giusto. Grande presenza del direttore ma sempre nel rapporto con i professori d'orchestra. Incastri ineccepibili con la danza. Gioco un po’ troppo facile con le vedute di montagna, come se ci fosse dato in mano un dépliant turistico. Grande senso di festa. Voto: 9 professionale.