"Stuprare una conoscente è meno grave": bufera in Gb per la dichiarazione del ministro

Il ministro della Giustizia britannico, il conservatore Kenneth Clarke, ha dichiarato che ci sono stupri di serie A e di serie B e che c'è differenza tra una stupro fatto da persone che si conoscono e un altro fatto con violenza

Il ministro della Giustizia britannico, il conservatore Kenneth Clarke, è finito nella bufera dopo avere dichiarato ieri che alcuni stupri sono meno gravi di altri. Ieri mattina alla Bbc, Clarke ha dichiarato che c’è una differenza tra gli stupri fatti "da persone che si conoscono" e uno "stupro grave, con violenza, che coinvolge una donna non consenziente". Il ministro Tory ha poi fatto notare che nelle statistiche degli stupri sono conteggiati anche i rapporti sessuali tra adolescenti, tra coloro che non hanno raggiunto la maggiore età sessuale (16 anni). Alla conduttrice che gli aveva fatto notare che "uno stupro, è uno stupro", Clarke ha replicato "no". Ed ora, sotto le pressioni di Downing Street, il settantenne Clarke ha dovuto fare il giro delle tv del paese per ritrattare le sue affermazioni e mettere in chiaro che tutti gli stupri sono uguali. Si è però rifiutato di presentare le scuse, promettendo di fare "più attenzione in futuro alla scelta delle parole", in seguito alle proteste delle associazioni per i diritti femminili. Il ministro si è detto inoltre dispiaciuto che un’ascoltatrice, vittima di un’aggressione sessuale, sia scoppiata in lacrime mentre discuteva con lui alla radio del progetto governativo di ridurre della metà la pena carceraria a chi commette alcuni crimini, tra cui lo stupro, se l’imputato si dichiara subito colpevole (l’obiettivo è quello di ridurre il numero dei processi). Clarke ha inviato una lettera a questa donna, ribadendo che ha "sempre considerato lo stupro come un atto molto grave e che deve essere trattato come tale". Oggi la faccia del ministro campeggiava su tutti i giornali del Regno Unito, accanto alle foto della Regina in Irlanda. Il capo dell’opposizione laburista, Ed Miliband, ha usato toni duri, affermando che Clarke "non può pretendere di parlare per le donne di questo paese, facendo commenti di questo tipo" e ha chiesto al primo ministro David Cameron di allontanarlo. Ma il ministro alle dimissioni non ci pensa e sottolinea di non avere l’idea di cambiare la normativa sullo stupro: "Dimettermi per delle frasi che non ho mai detto o sognato di dire sarebbe un po' strano", ha spiegato Clarke.