Sul lago di Garda quattro passi sulle rive e una fermata golosa

Da Torbole (in Trentino) a Sirmione, ecco trattorie e ristoranti dove vale la sosta. Specie a settembre

Ci sono mille modi per stare bene sul Garda. Il migliore per noi è vagare da una sponda all'altra, per un week-end magari con lunedì compreso: in settembre grazie a un microclima che generalmente regala tre-quattro gradi in più delle temperature in pianura - è il massimo: le Gardesane sono meno frequentate, le cittadine visitabili con maggiore calma, i ristoranti «vista Garda», talvolta proprio affacciati sul lago, sono meno affollati e in definitiva si mangia meglio.

Il nostro tour parte dalla riva trentina: a Torbole, è impossibile non sedersi a La Terrazza, struttura a pochi metri dal lago: regno dell'esperto chef-patron Ivo Miorelli, continua nella proposta lacustre, leggermente rivisitata.

Riva del Garda non ha locali particolari con vista sul Garda, quindi è meglio un breve struscio tra i vicoli che dal porto commerciale arrivano al centro storico: qui c'è Al Volt, ristorante di classe e di creatività.

Il primo centro importante, passata la frontiera fra Trentino e Veneto, è Malcesine. Nessun dubbio che per un gourmet sia doveroso intraprendere una ripida salita verso il miglior ristorante di sponda veronesee, consacrato (non solo) al pesce del Garda. Leandro Luppi, eccellente cuoco e personaggio vulcanico a lui si deve il progetto di Fish & Chef, manifestazione fondamentale per la cucina d'acqua dolce vi aspetta alla Vecchia Malcesine, bomboniera con vista superba e piatti mai banali.

A Brenzone, gli appassionati si dividono sul primato tra la storica Osteria al Pescatore sul porticciolo e la Locanda alla Fassa di Castelletto, praticamente «nel lago». Scendendo verso Sud facciamo una sola eccezione per il Regio Patio, spettacolare loggiato, dell'Hotel Regina Adelaide dove Andrea Costantini, allievo per un decennio di Bruno Barbieri, sta facendo un buon lavoro. Sicuramente (e storicamente), la sponda bresciana è più stimolante per i cultori della tavola. Detto che solo un'élite potrà concedersi il pazzesco due stelle Michelin di Villa Feltrinelli e la poesia culinaria di Stefano Baiocco, basta entrare nel cuore di Gargnano per sedersi alla Tortuga della famiglia Filippini, dove si gusta anche buon pesce di mare.

Gardone Riviera è in pieno spolvero: al vecchio Villa Fiordaliso, location sempre suggestiva, si è affiancato Lido 84 che ha in Riccardo Camanini uno dei nuovi astri della cucina italiana. Il menu regala piatti formidabili e cenare intorno a un tavolo bordo lago è un privilegio. Pochi metri più a Sud, c'è il Fagiano del Grand Hotel Fasano con Matteo Felter in regia.

Prossima tappa, Salò che si considera nuova capitale del lago e in parte non ha torto Fermo restando che basta inoltrarsi nei vicoli per divertirsi in famose osterie quali l'Orologio o validi locali come l'Antica Trattoria alle Rose, il top ci sembra la Locanda del Benaco mit Cafè: tavoli sul lungolago, cucina da bistronomie, l'esperienza della famiglia Briarava. Non perde smalto l'Aquariva dei fratelli Favalli: all'interno del West Garda Yacht Club, di Padenghe: splendida terrazza e mix perfetto tra cucina e ambiente piacevole, modaiolo. Desenzano esprime il massimo nell'Esplanade, villa a lago, che non sbaglia un colpo in cucina e ha il plus di un solo tavolo per due, apparecchiabile sul pontile. Ma si sta bene seduti anche a Rose & Sapori sul lungolago cittadino e Alla Stella, trattoria a pochi metri dal porto turistico.

Infine, Sirmione con la Speranzina, trattoria con poco pesce di lago (ma molto di mare) e una bellissima terrazza. Se invece, cercate sana creatività e lunga esperienza ai fornelli, poco lontano dall'acqua (ma non la vedrete) c'è La Rucola con il suo mentore Gionata Bignotti. Per chiudere un consiglio: se il Garda vi attira nei mesi più caldi, probabilmente ignorate che la Grande Bellezza si gode in settembre e ottobre. Cercatela.