Sull’isola di Sark cade l’ultimo feudo d’Europa

Il piccolo territorio inglese di cinque chilometri quadrati vota per la prima volta ma tra tradizione e modernità preferisce il suo Ancien Régime<br />

Con la democrazia a Sark sono arrivate anche le faide interne. La piccola isola di cinque chilometri quadrati e 600 abitanti ha votato per la prima volta mercoledì abbandonando 450 anni di sistema feudale. Dal 1565, infatti, l’isola, territorio della corona inglese nel mezzo del Canale della Manica, è governato da un signore come ai tempi delle dame e dei cavalieri. Oggi quel signore è John Michael Beaumont.

Per molti sull’isola, con l’elezione di 28 deputati del nuovo Parlamento, è finita un’epoca. La rivoluzione democratica è stata fomentata dall’arrivo di due noti uomini d’affari e la prima campagna elettorale ha visto due schieramenti contrapposti: i tradizionalisti, legati al signore feudale, e i moderni che sostenevano «gli stranieri». I due businessmen sbarcati a Sark (Sercq in francese) nel 1993 sono i gemelli David e Frederick Barclay, proprietari del quotidiano inglese conservatore The Daily Telegraph e dell’hotel londinese Ritz. Oggi hanno sul piccolo territorio alberghi, agenzie immobiliari, ristoranti e negozi e fanno in pratica girare l’economia. Ma hanno dovuto lottare contro il sistema: appena arrivati nel paradiso fiscale scoprirono infatti che le dure leggi feudali avrebbero impedito loro di fare affari in libertà: terre e fortune, secondo le antiche regole normanne, sono del primogenito della famiglia e il Parlamento locale era fino a mercoledì il regno degli eredi dei proprietari dei 40 possedimenti delle isole.

I due fratelli hanno perfino ingaggiato avvocati e portato il caso alla Corte europea dei diritti umani per aggirare le vecchie regole: in questi anni hanno fatto di tutto per arrivare alle elezioni di mercoledì che hanno scardinato l’antico ordine, garantendo così libertà e facilità di affari e business. Ma il voto non è andato come si aspettavano i gemelli e nonostante in queste ore sia ancora in corso il riconteggio delle schede, sembra che i Barclay abbiano preso un duro colpo elettorale e la tradizione abbia avuto la meglio sulla modernità. Molti però sull’isola sono preoccupati: i due fratelli hanno promesso in caso di sconfitta di ritirare i propri investimenti da Sark e la Bbc annunciava già la chiusura di alcuni uffici e la conseguente perdita di 100 posti di lavoro, un sesto della popolazione dell’isola.