Sulla morte di Jackson no ai testimoni coinvolti nel processo per pedofilia

Svolta nel processo che vede il medico Michael Murray accusato dell'omicidio colposo della popstar. Il giudice vieta di testimoniare a persone coinvolte nel precedente processo per pedofilia che ha coinvolto il cantante

Los Angeles - Al processo per omicidio colposo ai danni di Michael Jackson non parteciperanno una dozzina di testimoni. Lo ha deciso il giudice incaricato di valutare la colpevolezza di Conrad Murray, medico accusato dell'omicidio della popstar.

Esclusi testimoni legati al processo per pedofilia I testimoni esclusi, una dozzina in tutto, sarebbero tutti legati al processo in cui Jackson era stato chiamato a rispondere delle accuse di pedofilia e molestie. Il giudice, Michael Pastor, non ha ritenuto che le loro testimonianze fossero rilevanti. "Il processo per pedofilia si è già tenuto nel 2005", ha dichiarato, asserendo la sotanziale irrilevanza delle testimonianze nel processo per omicidio colposo ai danni del medico di Jackson. "Dall'accusa per pedofilia il cantante fu già assolto", ha aggiunto il giudice, "e nuove testimonianze non farebbero che portare confusione nel processo".

Brutto colpo per la difesa Cade con questa decisione la strategia della difesa di Murray, che puntava a cercare testimonianze riguardo alla dipendenza della popstar dal Demerol, un potente antidolorifico. Una risposta al quesito potrebbe però essere già stata data dal procuratore David Walgren, secondo il quale durante l'autopsia eseguita sul corpo di Michael non sarebbero state trovate tracce del farmaco. Tra i nomi esclusi dal banco dei testimoni anche quello di Arnold Klein, il medico che, secondo la difesa, avrebbe somministrato a lungo il Demerol a Jackson. Murray, accusato di avere dato al cantante una dose letale di anestetici e sedativi, che lo avrebbero portato alla morte, si è dichiarato innocente e rischia quattro anni di carcere.