Sulla serie A si abbatte il ciclone Sicilia

Il neo-promosso Catania fa il corsaro a Cagliari, decide un gol di Corona. Conti espulso, Suazo sciupone

Andrea Frigo

da Cagliari

Il calcio siciliano è stato il grande protagonista della oprima domenica di questo campionato, preceduto dalle lunghe vicende che hanno portato al declassamento della Juventus e alle penalizzazioni di Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina. Per la prima volta l’isola è presente con tre squadre che hanno conquistato una storica tripletta: il risultato più sorprendente l’ha colto il Catania, che ha confermato così i meriti già espressi nella scorsa stagione. Ma vanno giustamente considerate anche le vittorie del Palermo e del Messina.
Catania subito corsaro al suo rientro in serie A dopo 23 anni. Al Sant'Elia decide una prodezza del neo acquisto Corona, ex bomber del Catanzaro tornato nella sua Sicilia, lui che è nato a Palermo, per esordire in A all'età di 32 anni. «Re Giorgio» ha regalato il successo al neo promosso Catania, una bella squadra guidata dal bravo Marino, scesa in campo non per fare le barricate ma per affrontare il Cagliari di Giampaolo sul piano del gioco e non della reesistenza.
Ne è venuta fuori una bella partita, combattuta, decisa dal potente e preciso destro al volo di Corona, al 10' della ripresa, che ha battuto Chimenti, protagonista di alcuni interventi di rilievo. Male, invece, l'attacco del Cagliari: Suazo ed Esposito, in giornata-no, hanno sciupato troppe occasione sotto porta, mentre Pepe, con un colpo di testa al 90', ha colpito il palo. Imprecisione, sfortuna, ma soprattutto le parate dell'ex Pantanelli hanno dunque reso amaro l'esordio sulla panchina rossoblù di Giampaolo, il più giovane allenatore del campionato con i suoi 39 anni compiuti il mese scorso. Dopo aver provato e riprovato per tutta l'estate il 4-4-2, con gli esterni di centrocampo a posizione invertita, Giampaolo alla fine ha optato per il «vecchio» 4-3-3 (come i giocatori e la società avevano praticamente chiesto), modulo adottato in precedenza da quasi tutti gli allenatori dei rossoblù sardi. Schema congeniale per sfruttare al meglio le potenzialità di attaccanti come Suazo, Esposito e Langella (quest'ultimo ieri assente per infortunio). Ma proprio il reparto offensivo ha tradito le aspettative: Suazo si è dato da fare, ma ha sbagliato molto, così come Pepe. Ancora una volta ancor più negativa, la prova di Esposito, che forse sperava di approdare in un grande club (è stato ad un passo dalla Roma), ma è rimasto deluso.