Superare le barriere culturali fin dai banchi della scuola

Aiutare famiglie e studenti stranieri a inserirsi nella realtà italiana

Cresce il numero degli Stati membri dell’Ue e cresce l’esigenza di comunicare superando le barriere culturali, a ogni livello e in ogni contesto sociale. Il dialogo interculturale diventa la prossima sfida da affrontare in Europa e la figura del mediatore linguistico, che diventa mediatore culturale, è sempre più richiesta, specialmente in contesti dove, oltre alla conoscenza delle lingue, serve una competenza psicologica e umanistica per promuovere la solidarietà all’insegna della tolleranza e del rispetto verso gli altri. Per sostenere efficacemente il processo di globalizzazione in atto, l’Unione Europea ha nominato Jàn Figel come Commissario responsabile del multilinguismo, a testimoniare come le lingue siano sempre meno legate agli apparati amministrativi e sempre più vicine ad ambienti di istruzione e cultura. Per sottolineare questo rapporto tra lingua e multiculturalità lo stesso Figel ha proposto alle istituzioni europee di dichiarare il 2008 anno europeo del dialogo culturale.
In tale panorama il mediatore linguistico si stacca dalla sua funzione di traduttore e interprete per abbracciare quello di soggetto che fa da tramite tra due o più soggetti. Egli non si limita a tradurre solo il testo scritto (una delle sue competenze) o a fare da interprete nelle conferenze con apparecchiature idonee all’interpretazione simultanea, ma agisce in un ambito in cui venga richiesta la traduzione orale in gruppi più ristretti di persone con le tecniche della traduzione consecutiva, della trattativa e dello chuchotage (l'arte di «bisbigliare», quindi tradurre per un individuo singolo, sottovoce). La sua preparazione risulta quindi essere bilanciata tra aspetti umanistici e tecnici.
Nell’ambito scolastico trova la sua massima espressione, a differenza del traduttore e del semplice interprete, perché fa letteralmente da «ponte» culturale tra il bambino immigrato «fiondato» in un mondo del tutto nuovo e gli altri attori della scuola. L’ambito linguistico fornisce il supporto per agevolare la comunicazione e la relazione con classe e insegnante, sia durante la fase dell’accoglienza e dell’inserimento sia durante quella della comprensione dei percorsi didattici proposti dai docenti, della comprensione dei linguaggi disciplinari e del consolidamento dell’apprendimento. Il suo compito è accogliere i nuovi arrivati, sostenerli durante la fase iniziale di traduzione e comprensione dei curriculum scolastici svolti nei Paesi d’origine, supportare studenti e famiglie nella comprensione dei programmi della scuola italiana, e dei linguaggi disciplinari. Contribuisce quindi a stabilire un dialogo di interscambio tra scuola e famiglia, fondato su un rapporto linguistico-culturale. Importante anche la parte di traduzione di avvisi, messaggi, documenti e la valorizzazione della cultura e della lingua dell’immigrato cercando di fare capire all’insegnante le difficoltà che può incontrare un bambino appena arrivato in un nuovo Paese.