Con il supercomputer BlueGene per accelerare la sconfitta dell’Hiv

Il centro di ricerca Tj Watson Ibm e l’Università di Edimburgo collaboreranno per i prossimi cinque anni per sviluppare nuovi farmaci per l’inibizione dell’infezione da Hiv. Simulazioni effettuate con i supercomputer e sperimentazioni di laboratorio dovranno velocizzare la realizzazione dei nuovi farmaci. Il progetto prevede l’utilizzo di potenti tecnologie informatiche, come il supercomputer Blue Gene di Ibm, unite a nuove tecniche di sperimentazione, per contrastare il processo infettivo, creando inibitori specifici che agiscano direttamente sulla parte del virus responsabile dell’ingresso del materiale genetico virale all’interno della cellula umana.
L’Università di Edimburgo è all’avanguardia dal punto di vista dei sistemi informatici ad alte prestazioni e ha la più ampia gamma di risorse in ambito di supercomputer in Europa. Nel 2004 l’ateneo ha installato il primo supercomputer BlueGene Ibm di tutta Europa proprio con l’obiettivo di trovare soluzioni per combattere la malattia del Terzo millennio.
La novità dell’accordo sta nel tentativo di creare simultaneamente inibitori multipli in grado di evitare che il virus possa mutare il proprio patrimonio genetico, rendendo inefficaci le terapie farmacologiche in uso, come appunto accade con gli inibitori singoli. Un nuovo approccio, fanno notare dall’università, per la creazione di farmaci, che utilizza algoritmi sofisticati abbinati a tecniche sperimentali specifiche per progettare terapie molecolari più efficaci, e trarre vantaggio da esclusive risorse informatiche per operare in modo efficiente e razionale.
I ricercatori stanno studiando la struttura di una particolare proteina superficiale del virus per capirne il comportamento e accelerare la creazione simultanea di farmaci multipli in grado di contrastare il processo infettivo.
Ibm non è nuova a studi nell’ambito della lotta all’Hiv: il centro di Ricerca di Haifa (Israele) e un team di partner europei hanno sviluppato l’anno scorso EUResist, un sistema integrato per il trattamento dell’Hiv. Tale sistema, che integra database complessi a strumenti analitici e di previsione, è in grado di prevedere le reazioni delle varianti genetiche dell’Hiv a specifici trattamenti antiretrovirali.
I medici possono così selezionare i farmaci o le combinazioni di farmaci più efficaci nella cura dei pazienti affetti da Hiv.