Superlaser per curare la cornea

Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea (il tessuto anteriore e trasparente dell’occhio) legata ad una debolezza strutturale di origine ancora oscura. La cornea, normalmente di forma ellittica si assottiglia, si sviluppa una protuberanza a forma di cono che porta ad una distorsione visuale. Generalmente colpisce entrambi gli occhi (85% dei casi). La curvatura irregolare modifica in modo irreversibile il potere refrattivo della cornea, producendo distorsioni delle immagini ed una visione confusa. Parliamo di questa patologia con il dottor Marco Fantozzi, responsabile della chirurgia refrattiva dell’ospedale di Prato e direttore del reparto di oculistica della clinica Barbantini di Lucca. Dopo la laurea e la specializzazione ha compiuto uno stage di due anni a San Diego, all'istituto oftalmologico dell'università della California.Ha eseguito oltre 20mila interventi per correggere difetti visivi: miopia astigmatismo, presbiopia.
«Utilizzando il biomicroscopio, si può notare una diminuzione dello spessore sulla sommità della cornea che, col tempo, diventa opaca a causa di un'alterazione nell'apporto nutritivo. Se la malattia viene trascurata – afferma il dottor Fantozzi - la sommità si ulcera , compaiono dolore, lacrimazione e spasmo delle palpebre. Questi cambiamenti producono infatti un'alterazione nella disposizione delle lamelle di collagine corneale, causando delle microcicatrici che impediscono sovente il passaggio della luce . Altro strumento per la diagnosi di questa patologia è la topografia dell'occhio: consente una mappatura che mette in evidenza la deformazione della cornea . Negli ultimi anni, grazie all’ausilio del videocheratografo, è possibile diagnosticare il cheratocono, anche nelle sue forme iniziali, e seguire la sua evoluzione nel tempo». Quando la correzione con occhiali o lenti a contatto non è possibile, a causa di intolleranza o dell’elevata irregolarità dell’astigmatismo è necessario ricorrere alla chirurgia. «Diverse le soluzioni possibili, ciascuna con vantaggi e svantaggi. Tra queste – precisa il dottor Fantozzi – vi sono gli anelli intrastomali, che, introdotti nello spessore corneale, consentono di uniformare la curvatura di superficie; la cheratoplastica lamellare, tecnica nella quale una lamella di tessuto corneale di un donatore viene innestata sulla cornea affetta da cheratocono dopo averne asportato gli strati più superficiali; la cheratoplastica perforante, ovvero il trapianto di cornea. La più recente tecnica di rinforzo del tessuto corneale denominata Cross-Linking nasce nel 1997 in Germania, all’università di Dresda per diffondersi in quasi tutti i paesi del mondo. La tecnica consiste nell’instillare delle gocce di vitamina B2 (riboflavina) sulla cornea e contemporaneamente esporre la stessa ad una luce ultravioletta. La reazione chimica dei raggi Uva, che stimolano la riboflavina, comporta un rafforzamento dei legami nel collagene corneale con un conseguente indurimento della cornea».
Dal 2007, grazie agli eccezionali risultati riconosciuti internazionalmente, si sono moltiplicati in tutta Europa e negli Usa i centri che praticano il cross-linking.
«La vera rivoluzione nel campo della chirurgia oftalmica – dichiara il dottor Fantozzi – è un innovativo strumento di precisione prodotto dalla ricerca e dalla tecnologia dei ricercatori di San Francisco della IntraLase Corporation. Il laser intrastromale a Femtosecondi consente agli oculisti che eseguono interventi di chirurgia refrattiva di poter finalmente creare un lembo corneale con caratteristiche di diametro e spessore assolutamente corrispondenti a quelle desiderate. Tale strumento è inevitabilmente destinato a sostituire il microcheratomo ad avanzamento motorizzato per la correzione dei difetti visivi. Il laser a femtosecondi consente di creare piani di taglio personalizzati, adatte al singolo paziente e con un controllo di precisione garantito da un computer».