Il supermarket dei permessi di soggiorno

Pretendevano cifre fino a 5mila euro per rilasciare un permesso di soggiorno falso a extracomunitari che vivevano già clandestinamente in Italia. A smantellare l’organizzazione è stata la polizia di frontiera dell’aeroporto di Fiumicino, che ha arrestato due persone e denunciati altri 25 esponenti di una organizzazione criminale romana per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
A dare il via all’operazione è stato il controllo, avvenuto nello scalo romano, di una ventottenne cubana respinta in Francia perché trovata in possesso di falsa documentazione attestante un fittizio status di residenza italiana. Da qui sono state avviate indagini capillari, anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e pedinamenti. In poco tempo si è scoperta quella che sembrava solo la punta di un iceberg. L’attività investigativa della Polaria, infatti, oltre a consentire l’individuazione dell’organizzazione, ha portato anche al sequestro di circa 500 moduli in bianco per il rilascio del permesso di soggiorno, di 40 ricevute di richiesta e rinnovo di permesso di soggiorno, di circa 200 moduli in bianco necessari per l’assunzione di stranieri pronti per essere presentati in questura e di altrettanti moduli per la richiesta di registrazione del codice fiscale. Si tratta, peraltro, di materiale su cui gli investigatori stanno ancora indagando per stabilire se si tratta di documenti originali, normalmente utilizzati dalla questura e sottratti nel corso di alcuni furti avvenuti nei mesi scorsi, oppure di moduli abilmente contraffatti. «Le indagini non si fermano qui - ha spiegato il dirigente della Polaria Maurizio Vallone - anche perché riteniamo che siano alcune centinaia i cittadini extracomunitari coinvolti. E anche il volume di affari dell’organizzazione dovrebbe essere superiore ai 400mila euro finora accertati». «Ma con la nuova procedura elettronica per il rilascio dei permessi di soggiorno - ha aggiunto Olga Malgaroli, dell’Ufficio immigrazione - falsificazioni di questo genere non saranno più possibili».
I due capi dell’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono un romano, Valerio Obert, 43 anni, con precedenti penali per gli stessi reati, e Hamza El Wali, 34 anni, marocchino nazionalizzato in Italia, che aveva il compito di procacciare clienti in varie zone della città frequentate da extracomunitari, con la complicità di uno dei proprietari di un esercizio di fax e fotocopie della Garbatella. I due avevano messo in piedi una sorta di stamperia clandestina. Il terzo complice, invece, comproprietario del negozio implicato nel giro, nel frattempo è deceduto. Oltre a 25 complici italiani denunciati per favoreggiamento, sono stati scoperti 70 extracomunitari, marocchini, cingalesi e brasiliani, tutti con passaporti regolari e denunciati per uso di atto falso e permanenza illegale in Italia. Grazie alle intercettazioni, inoltre, nel dicembre scorso, durante le indagini gli uomini della mobile hanno sventato anche una rapina ai danni di una nota emittente radiofonica della capitale. Nella sede di quest’ultima cinque pregiudicati, 3 napoletani e due romani, grazie alla complicità di una «talpa», si apprestavano a tentare di impadronirsi degli stipendi e delle tredicesime dei dipendenti, ammontanti a circa 100mila euro.