SuperTrezeguet fa volare la Juve. La sua tripletta affonda l’Empoli

Exploit del francese che si isola al vertice della classifica cannonieri. Ma i bianconeri convincono solo nella ripresa

Torino - Se quella del primo tempo è la Juve che domenica - ancora non è certo se di sera o pomeriggio: il prefetto di Torino, Goffredo Sottile, ha deciso di non decidere, girando la palla bollente a Roma dopo le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dai sindacati di Polizia e le proteste della Circoscrizione dove sorge lo stadio Olimpico - dovrà lottare ad armi pari con l’Inter, meglio prepararsi con il pallottoliere. A favore dei nerazzurri, ovviamente. Viceversa, se i bianconeri scenderanno in campo con il piglio mostrato nella ripresa, si potrà assistere a uno spettacolo interessante. Non che il 3-0 finale nei confronti dell’Empoli (tripletta di Trezeguet) possa essere accolto in mezzo a inni trionfalistici, però almeno si è preso atto di una squadra che, con il passare dei minuti, ha capito come fare per scardinare la difesa dei toscani.

Alla fine, la Juve ha onorato nel migliore dei modi il suo compleanno numero 110, che cade oggi: e se la mostra a Palazzo Bricherasio, nel cuore della città, propone quadri di assoluto valore e non solo oggetti legati alla pedata, il primo tempo di ieri sera aveva mostrato davvero poca qualità. D’accordo l’emergenza dovuta ai quattro squalificati (Nedved, Legrottaglie, Chiellini e Nocerino), ma i bianconeri avevano di fronte l’Empoli e non il Real Madrid: con tutto il rispetto, nei primi 45’ ci si poteva aspettare più di un quasi gol di Criscito su azione d’angolo e di una botta su punizione di Iaquinta dal limite. Per il resto, idee poche e confuse: Tiago, alla seconda presenza da titolare dopo quella con la Reggina più di un mese fa, veniva sovrastato fisicamente da Marchisio e Moro, Zanetti faceva la solita diga e poco altro, Salihamidzic non saltava mai Tosto e i più propositivi erano così il vecchio Birindelli (preferito a Zebina, finito dritto nel dimenticatoio) e il giovane Palladino. Lì davanti, Trezeguet e Iaquinta parevano due anime in pena: pascolanti e poco più. Balli se ne stava tranquillo quasi sempre, così come Buffon dall’altro lato: l’Empoli faceva mucchio in mezzo al campo, dove anche i piedi buoni di Vannucchi comparivano solo a tratti. Risultato: grandi mischioni e poco più, con la gente spazientita a chiedersi se non sarebbe stato meglio rimanersene a casa davanti al televisore. Non c’era in campo nemmeno Giovinco a riscaldare gli animi e i cuori di chi ama la tecnica allo stato puro: la curva Scirea si coccolava comunque quello che dovrebbe essere l’erede di Del Piero, spedito in provincia a maturare. Si cercava insomma di trovare un motivo per riscaldarsi, ma risultava difficile anche ai più volonterosi.

Poi, appena iniziata la ripresa, la Juve si svegliava dal torpore e arrivava in un attimo dalle parti di Balli: un paio di cross, un’intuizione di Palladino e Trezeguet veniva messo giù dallo stesso portiere toscano. Nessun dubbio e nessuna polemica possibile: rigore netto e ottavo gol per il francese. Per la gioia del pubblico entravano anche Giovinco, la Formica Atomica di tanti anni di Primavera bianconera, e Del Piero, il quale raggiungeva così Furino al secondo posto nelle presenze all-time della Juventus (528). La strada ormai era tracciata e, da fermo, persino Tiago riusciva a combinarne una giusta: punizione da destra, testa di Trezeguet e pratica mandata in archivio in un amen. Il resto era buono per le statistiche: Trezeguet realizzava la seconda tripletta del suo campionato (la sesta da quando veste la maglia della Juventus), Saudati finiva la sua partita in porta al posto dell’infortunato Balli, Camoranesi rimetteva piede in campo dopo un mese e mezzo dichiarandosi così arruolabile per la sfida con l’Inter. Perché, inutile negarlo, la Juve di ieri sera ha giocato con la testa già rivolta ai nerazzurri: la sfida è lanciata, ora non resta che capire quando si giocherà.