Surrealismo e tante canzoni Cochi e Renato non mollano

Risate e buona musica in «Nuotando con le lacrime agli occhi»

La gallina non c'è. L'hanno cantata tante volte da non poterne più e l'hanno espunta dalla scaletta. Non mancano gli altri gioielli di musica e surrealismo, con cui hanno scritto pagine di storia della comicità italiana. Cochi e Renato non hanno perso lo smalto. Lo dimostrano in Nuotando con le lacrime agli occhi, spettacolo di canzoni e ragionamenti, con cui sono in scena al teatro Smeraldo fino a domenica. Lo spettacolo esprime l'essenza del cabaret rielaborandola per adattarla ad uno spazio più ampio: sul piccolo palco del Derby, per divertire al duo bastavano una chitarra e una sedia; sulla piazza d'armi dello Smeraldo c'è spazio per mostrare tutti gli oggetti di scena e per nascondere dietro un tendone la band dei Goodfellas.
Cochi e Renato - che portano i loro quasi settant'anni con le rotondità del caso - entrano cantando Cosa aspettate a batterci le mani?, picchiando su grancassa e piatti. Presentando alla stampa lo spettacolo avevano detto che non si sarebbero agganciati all’attualità; invece, la cronaca è presente. I chiamati all'appello sono Prodi, Berlusconi, Massimo Cacciari, Cristiano Malgioglio, Lapo Elkann. Con garbo - segreto della vera ironia - ai due basta solo pronunciarne il nome quando il contesto dei loro ragionamenti si fa improbabile e surreale. E il teatro scoppia di applausi. Ad un certo punto sembra scoppiare di fumo: è il momento di Nebbia in Val Padana, e l'effetto scenico è l'unica concessione alla specialità. Per il resto, l'evocazione comica viene da piccole cose: Renato che imbraccia un contrabbasso come fosse una chitarra, o che si inchina come un chierichetto davanti al sodale in veste di prelato. Cochi che nuota in tre bacinelle d'acqua per cantare Sono timido, storia di immigrazione clandestina. Renato, ancora, che gli guarda i piedi nudi e gli dice: «Sono bellissimi. Non capisco perché ti ostini ad andare in giro con le scarpe».
I ragionamenti legano l'una all'altra le canzoni, tra cui le hit E la vita e La canzone intelligente. Quasi tutte sono firmate da Enzo Jannacci (nel Capitano cappottato c'è lo zampino del grande Felice Andreasi), puntelli di uno show che, a chi ha più di sessant'anni (molti, in platea), ricorda i tempi eroici. E a tutti spiega che per ridere non serve la battuta ad effetto.