Svizzera, Germania e Nuova Zelanda Ecco le patrie degli animali «felici»

Madrid. Con il provvedimento approvato ieri dal Parlamento spagnolo, la Spagna diventa uno dei Paesi più all’avanguardia in fatto di diritti degli animali. Fino all'inizio degli anni Novanta, nessun ordinamento giuridico occidentale contemplava l'attribuzione di veri e propri diritti agli animali. In Svizzera, nel 1992, la legislazione venne modificata per riconoscere agli animali lo status di esseri anziché cose. In Germania, nel 2002, il Parlamento votò per aggiungere le parole «e degli animali» alla clausola della Costituzione che obbliga lo Stato a rispettare e proteggere la dignità degli esseri umani. Anche se in quasi tutti gli altri Paesi esistono leggi contro il maltrattamento di animali, con regolamenti delle condizioni degli allevamenti, non c’erano mai stati riferimenti espliciti ad alcuna forma di “diritto”. Il Progetto Grande Scimmia, fondato da Peter Singer e da Jane Gooddall, prevede una carta dei diritti delle grandi scimmie antropomorfe, come gorilla e scimpanzé. Al progetto ha aderito la Nuova Zelanda; il primo ministro spagnolo Zapatero ne aveva proposto l'adozione nella legislazione spagnola già nel 2006. A livello internazionale la Dichiarazione universale dei diritti dell'animale è stata sottoscritta il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'Unesco a Parigi, con lo scopo di fornire un codice etico per sancire i diritti che spettano ad ogni animale.