La tazzina piace ai giovani

Ogni anno, sui banconi dei 130mila bar italiani si appoggiano 10 miliardi di tazzine di caffè. Molte cattive, da rifiutare. L’allarme è stato lanciato dall’Eis Day di Cervia, prima convention dell’esercito dei baristi certificati dall'Istituto nazionale espresso italiano, www.espressoitaliano.org. Tracciato l’identikit del consumatore di oggi e di quello prossimo venturo grazie a Luigi Bortoluzzi (Nielsen Italia); Carlo Odello (Inei) e Antonio De Bellis (Wella). In pillole: l’82% degli italiani sopra i 14 anni beve caffè. In totale fanno 50 milioni. Tre su quattro si recano abbastanza spesso al bar e uno su due appartiene alla fascia 20/34 anni. Dunque, attenzione al target giovane. E non basta garantire la qualità dell'offerta, ma bisogna anche che il barista sia cortese, simpatico e, all’occorrenza, pure discreto. L’impulso crescente al nomadismo (al 51% dei consumatori piace scoprire novità) impone ai baristi nuove strategie di fidelizzazione. Per Odello l’olfatto è un seduttore potentissimo, chi entra in un bar permeato da effluvi di caffè, la volta dopo tornerà. A differenza dei clienti di bar sterilizzati, senz’anima.