Tea Party in pullman contro Obama

In vista delle elezioni di midterm del 2 novembre democratici in difficoltà. Sarah Palin lancia il <em>Tea Party Express</em>: tappa finale il New Hampshire

Washington - Cresce l'attesa, negli Stati Uniti, per le elezioni di midterm del 2 novembre. Si rinnoveranno la Camera dei Rappresentanti, un terzo dei membri del Senato e i governatori di ben 39 Stati. Obama è in grosse difficoltà. Quasi tutti i sondaggi indicano che il gradimento nei suoi confronti è in caduta libera. Un trend negativo il cui punto iniziale è simboleggiato dalla clamorosa vittoria di Scott Brown nelle suppletive del Massachusetts, lo scorso gennaio. Dopo aver girato col suo pick-up in tutto il paese per farsi conoscere Brown strappò quello che per più di sessantanni era stato il feudo dei Kennedy. Uno svolta epocale. L'inizio di una crisi profonda per Obama. Perché non c'è dubbio che il democratico Massachusetts più che altro ha deciso di voltare le spalle al presidente. E la "punizione" potrebbe andare avanti a novembre.

Cosa non piace di Obama Innanzitutto la discussa riforma sanitaria: alla metà del Paese non va giù. Le critiche arrivano da destra (eccessiva la spesa per lo Stato) e da sinistra (è troppo poco, non mantiene la promessa iniziale di garantire a tutti la copertura medica). Ma senza dubbio a gravare di più è la crisi economica, con una ripresa ancora troppo debole e i posti di lavoro in caduta libera. Sul fronte internazionale, poi, c'è la sensazione sempre più diffusa che il voler dialogare con tutti nonostante il Nobel abbia indebolito - e non poco - la leadership della Casa Bianca, che ormai appare sempre più in difficoltà nel far prevalere la propria linea.

La spinta del Tea Party Su una cosa non c'è dubbio. Dopo le elezioni del 2008 il partito repubblicano era morto e sepolto. A ridargli slancio è stato il movimento del Tea Party che, pur essendo indipendente, porta avanti le istanze che, storicamente, sono vicine alla destra conservatrice: meno Stato, meno tasse, più libertà per gli individui.

Un tour in autobus Ormai manca poco al voto. Per dare la spallata finale e mettere al sicuro i seggi ancora in bilico (l'obiettivo è togliere ai democratici sia la Camera che il Senato). L'ultima idea è il Tea Party Express: 30 tappe in 15 giorni per dire "basta" a Obama e ai democratici che guidano il Congresso. Ecco una nuova impresa dell’autobus che gira l’America per mobilitare i sostenitori del movimento ultraconservatore, il "Liberty at the Ballot Box Tour", il tour per conquistare la libertà nelle urne, partito da Reno, con una madrina di eccezione come Sarah Palin, per proseguire in un vero coast to coast che si concluderà il primo novembre, alla vigilia delle elezioni di midterm, nel New Hampshire. La scelta della conclusione del tour non è casuale, dal momento che proprio da lì tra poco più di un anno ripartirà, con l’inizio delle primarie, la lunga corsa per la Casa Bianca.

Sarah Palin contro Pelosi  Si sta dando molto da fare l'ex governatrice dell'Alaska. "Nancy Pelosi è licenziata", co queste parole la Palin annuncia alla speaker democratica della Camera il suo prossimo licenziamento. Lo fa nel comizio con cui ha inaugurato, a Reno, il tour del Tea Party Express. L’ex candidata repubblicana alla vice presidenza, che si è imposta come una delle leader del Tea Party, ha poi fatto un nuovo riferimento ad una sua candidatura alla Casa Bianca. "Possiamo vedere il 2012 dalla nostra casa", ha detto, scherzando sulla frase da lei pronunciata nella campagna elettorale, sul fatto che dall’Alaska, di cui era allora governatrice, vedeva la Russia.

L'attacco alla stampa Ai media la Palin ha riservato poi un durissimo attacco, che ha infervorato - ed era difficile immaginare il contrario - i sostenitori del Tea Party: "Non si può contare su un arbitro obiettivo, come dovrebbe essere la stampa libera e non di parte. Ma nessun organo di stampa nazionale può essere considerato tale. Una volta erano la pietra miliare della nostra democrazia, ma ora non lo sono più ed hanno rivelato al popolo americano il loro vero colore, la loro parzialità e influenza".

La Casa Bianca ostenta sicurezza Il Partito Democratico manterrà il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato. Ne è convinto Robert Gibbs, il portavoce della Casa Bianca, che lo ha detto al talk show Meet The Press della Nbc, con toni decisamente ottimistici. Anche questo fa parte del gioco. Per i democratici sarebbe già un successo limitare la sconfitta. Conservare un ramo del Congresso sarebbe già, infatti, una grande vittoria. 

Figlia di McCain contro il Tea Party  C'è molto nervosismo tra i repubblicani. Non sono tutti compatti e allineati dietro al Tea Party. C'è chi non lo sopporta, non tanto per le idee ma per le candidature - talune controverse - che esprime. Meghan McCain, figlia di John, è scatenata contro una delle figure emergenti del fronte conservatore, Christine O'Donnell, candidata del Tea Party che ha vinto le primarie repubblicane in Delaware per un posto al Senato. "Sta mettendo in ridicolo la stessa idea di concorrere per un servizio pubblico. Lei non può rivendicare alcun tipo di storia politica, né alcun tipo di successo in alcun tipo di attività". Secondo Meghan McCain una candidatura come quella della O'Donnell "manda un messaggio sbagliato" da parte repubblicana agli elettori della sua generazione, "come se un giorno chiunque possa svegliarsi al mattino convinto di potersi candidare per un posto al Senato". "Tutto ciò mi spaventa" ha aggiunto, precisando che proprio per questa ragione il Tea Party "sta perdendo i voti dei giovani ad un ritmo via via crescente".

Alaska, "arrestato" un reporter  Un giornalista dell’Alaska Dispatch è finito in manette, ad Anchorage, per aver tentato di avvicinarsi al candidato al Senato per il Tea Party Joe Miller, pupillo della Palin. Il reporter, Tony Hopfinger, riporta l’Huffington Post, è stato fermato dal servizio d’ordine dopo che aveva cercato di avvicinarsi a Miller per porgli alcune domande sui suoi trascorsi come legale dello Stato dell’Alaska mentre la Palin ne era governatore, quando è stato fermato dalle guardie di sicurezza. Tra il giornalista del sito web e il servizio d’ordine è nata una discussione, che si è conclusa con il giornalista ammanettato delle guardie del corpo di Miller. Hopfinger ha denunciato di essere stato sbattuto contro il muro dagli uomini di Miller, che hanno poi chiamato la polizia di Anchorage denunciandolo per aggressione. Un clima tutt'altro che disteso in Alaska. Così come, del resto, in tutti gli altri Stati. 

Clinton ignora Obama Particolare molto curioso. Alcuni giorni fa l'ex presidente Bill Clinton è andato a Santa Ana, un centro dell’Orange County - a un passo da Los Angeles - per dare una mano a Loretta Sanchez, l’unico deputato uscente democratico, in una contea a maggioranza repubblicana. Nel suo accorato discorso  - oltre 40 minuti - praticamente ha ignorato Obama, preferendo soffermarsi sui meriti dei democratici, ad esempio nel promuovere l’istruzione pubblica. Un modo come un altro per invitare gli americani a votare democratico "tappandosi il naso". Ma detto da un ex presidente - la cui moglie è attualmente ministro degli Esteri - non suona proprio bene. L'antipatia fra Bill e Barack, però, è arcinota.