Al Teatro dell'Angelo Max Pezzali canta contro il panico

Il cantante ha deciso di sostenere l'Eurodap, l'associazione che vuole dar voce a chi ha sofferto di depressione e attacchi di panico, puntando sulla prevenzione, l'unica arma per fare in modo che un disagio psicologico non diventi malattia

Guerra al panico, alla depressione, all'ansia e allo stress. Martedì prossimo sul palcoscenico del Teatro dell'Angelo se ne parla, senza vergogna, senza timori di essere giudicati. Con persone malate di Dap (Disturbo da attacco di panico) ed ex malati che racconteranno le loro storie. Con esperti e volti del mondo dello spettacolo che leggeranno le testimonianze scritte di coloro che hanno avuto anni di vita sconvolti dalla depressione e dal panico.
Con la musica di chi ha avuto un familiare malato di Dap e ha voglia di raccontare la sua esperienza e la sua rinascita. È Max Pezzali che ha deciso di sostenere l'Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico e partecipare all'iniziativa cantando alcune delle sue canzoni. Interverranno Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, Presidente dell'Eurodap e Gian Luigi Lenzi, primario di neurologia dell'Università La Sapienza e condurrà Annalisa Manduca. Parteciperanno anche Paola Saluzzi e Marco Liorni.
«L'Eurodap vuole dare voce a chi ha sofferto di depressione, di ansia di attacchi di panico e ora è tornato a condurre una vita normale, per aiutare coloro che non hanno ancora il coraggio di ammettere la problematica psicologica che condiziona la loro vita - afferma Paola Vinciguerra -. Dobbiamo parlare di prevenzione in un modo moderno, combattere la vergogna che normalmente accompagna il prendere coscienza dell'avere un disagio psicologico, perché viene giudicato come sinonimo di debolezza o incapacità. La prevenzione è l'arma vincente per evitare che il disagio divenga nel tempo malattia. Le malattie della sfera psicologica oggi vengono sottovalutate. Malattie che non sono riconosciute come tali, ma considerate una sorta di capriccio o invenzione. Chi soffre di un disagio psicologico si vergogna di ammetterlo e non si cura, dando modo alla malattia di invalidare la propria vita».
L'iniziativa è patrocinata dalla Provincia di Roma.