8 Bit: Battlefield 1

Un gioco che può avere anche una forte valenza didattica, ben al di là del puro gusto videoludico sicuramente appagato

La serie di questi sparatutto in prima persona ha preso il via nel lontano 2002, incentrando l’azione relativamente alla seconda guerra mondiale. Gli sviluppi successivi hanno spostato cronologicamente il periodo storico sempre più vicino alla contemporaneità, arrivando anche a cimentarsi in conflitti futuri.

La scelta di tornare indietro, di affrontare un periodo difficile come la prima guerra mondiale è parso quasi un azzardo. Sulle vicende belliche tra il 1914 e il 1918 ben poco era stato fatto dal punto di vista ludico: la svedese Dice ha invece adattato un gioco ampiamente collaudato alle particolari tematiche di quella guerra, sfornando un prodotto di prim’ordine.

Il grande successo della serie Battlefield è stato decretato dal multiplayer, fin dalla sua prima uscita: è quindi chiaro che gran parte della cura sia stata dedicata a questi aspetti. Gli scenari possibili sono vari, perfettamente ricostruiti a livello storico e propongono azioni con un massimo di partecipanti fissato a 64. Viene reso con grande efficacia il senso di difficoltà nell’avanzata, nel terribile stato della terra di nessuno tra le trincee, delle armi micidiali del nemico per evitare di arrivare al corpo a corpo. Una continua tensione suggerita dall’ossessivo comparto sonoro e dall’eccezionale qualità dell’immagine.

Non solo scontro corpo a corpo, che già propone sfide interessanti. In Battlefield 1 il giocatore può cimentarsi con armi perfezionate o inventate nel corso del conflitto. Il carro armato, con conseguenti veicoli a motore variamente corazzati e armati: l’aereo, con il quale ingaggiare spettacolari combattimenti o effettuare attacchi al suolo: i dirigibili, i treni armati, le corazzate… La possibilità di inserire tutti questi mezzi e potenziarne l’armamento progredendo nel gioco, all’interno di scenari particolari che rispecchiano altrettanti fronti della prima guerra mondiale.

Per quel che ci riguarda, due scenari ricreano le particolarità del fronte italiano. Il primo relativo al Monte Grappa, con tutte le difficoltà di un terreno completamente montuoso. Un secondo ambientato lungo le coste adriatiche, nel quale si deve sopravvivere alle bordate che arrivano dal mare portate da una squadra nemica. Non mancano di certo il fronte francese, con foreste ed immensi pantani, il deserto, le paludi dell’est Europa… Una grande varietà di scenari, lo ripetiamo, nei quali anche le condizioni atmosferiche giocano un ruolo importante e sono perfettamente ricreate.

Una menzione particolare, infine, alla campagna per giocatore singolo. Sei scenari essenziali, ricreati come se fossero storie narrate che poi il giocatore si ritrova a dover terminare. Con queste si possono spiegare tutte le emozioni, le ansie, le paure e le esaltazioni di un conflitto che segnò il XX secolo: sono condensati di storia che permettono di immedesimarsi in un’epoca ormai lontana. Un gioco che può avere anche una forte valenza didattica, ben al di là del puro gusto videoludico sicuramente appagato. Gran bel lavoro!