"Torniamo sulla Luna": ecco il nuovo programma Artemis

Il nuovo programma spaziale statunitense, Artemis, prende sempre più forma svelando il futuro dell’esplorazione nel nostro sistema solare.

Il programma Artemis, che prende il nome da Artemide, sorella gemella di Apollo (programma Nasa che portò l’uomo sulla luna), è il prossimo programma Statunitense di esplorazione lunare. Porterà la prima donna ed il prossimo uomo sulla superficie della Luna nel 2024. Entro il 2028 si vuole arrivare ad una serie di missioni sostenibili con la partecipazione di partner internazionali e commerciali.

Che cos’è Artemis?

Lo scopo è riassumibile in una frase: “prepararsi per andare su Marte”. Il desiderio di esplorare il pianeta rosso è fortissimo ma ci sono ancora molti scalini da salire prima di poter partire. Artemis aiuterà a capire le necessità dei viaggi spaziali a lunga durata e userà la Luna come “campo addestramento” per gli equipaggio. Per esempio, una delle missioni è di cercare l’acqua ed altre risorse sulla Luna per poter consentire lunghe esplorazioni spaziali. Attraverso attività lunari sarà possibile adattare gli equipaggi a letteralmente vivere su un altro pianeta, affrontando difficoltà tecnologiche, sociologiche e psicologiche. Team di scienziati si preparano a studiare tutti questi campi, dalle tecnologie necessarie alla vivibilità ravvicinata di persone per lunghi periodi di tempo.

Come arriveremo sulla Luna?

La Nasa non è sicuramente a corto di scienziati e gli esperti di astronautica hanno escogitato un metodo solido per portare equipaggi dalla Terra sulla Luna.

Gli astronauti viaggeranno sulla capsula Orion, progettata dalla Nasa stessa, montata sul razzo SLS (space launch system), il più potente razzo creato dall’agenzia americana. Sarà l’unico mezzo capace di lanciare equipaggio e cargo in una sola missione. La capsula Orion verrà accelerata ad oltre 39,000 kph lasciando l’orbita terrestre verso la Luna. SLS verrà usato in 3 versioni (o modelli) chiamati “blocchi”. Il blocco 1 potrà sollevare ben 26 tonnellate. Il blocco 1B alzerà la capacità a 37 tonnellate. La versione finale, con circa 53.000 KN di spinta (il razzo Saturn V che portò Armstrong e Aldrin sulla Luna con Apollo XI poteva generare appena 35.000 KN di spinta), porterà 45 tonnellate.

La capsula Orion raggiungerà l’orbita Lunare dove ad attenderla ci sarà Gateway, una mini stazione spaziale dove gli astronauti potranno vivere e lavorare. Da Gateway si potrà scendere sulla superficie lunare grazie ad un nuovo mezzo d’atterraggio. Molto semplice, dunque: Terra - Gateway - Luna!

Come si svolgerà?

Artemis ha in programma tre missioni principali tra cui molteplici missioni di supporto. Artemis I avrà il compito di inviare la capsula Orion verso la Luna per verificare il corretto funzionamento di tutti i sistemi. Artemis II avrà invece il compito di inviare astronauti in orbita Lunare. Completata questa missione con equipaggio, partiranno tre missioni di supporto tecnico. La prima invierà il primo sistema di propulsione solare elettrico, seguito dal primo modulo pressurizzato per Gateway. Infine verrà inviato il sistema di atterraggio Lunare. Completata l’ultima missione di supporto partirà Artemis III trasportando astronauti verso la superficie della Luna.

Sono anni che ci si chiedeva “perchè non siamo tornati sulla Luna?” La risposta breve è perchè non c’era grande interesse scientifico per giustificare le spese. Con l’intenzione di andare su Marte si è creato questa necessità di un “addestramento” e la Luna è proprio il posto ideale. Come racconta la Nasa “il nostro successo cambierà il mondo”. L’emozione di vedere l’uomo atterrare sulla Luna negli anni '60 non può essere descritta con semplici aggettivi. Artemis ci farà rivivere quelle stesse sensazioni.