Un avatar per vivere nel digitale: parte da Milano la sfida di Igoodi

Nasce Igoodi, l'azienda che crea avatar del tutto identici al modello umano. Per giocare in prima persona, ma anche migliorare l'ecommerce e il lavoro dei medici

Chi non ha mai sognato di interpretare il campione preferito o di vestire i panni dell’attore del momento? O magari ha passato ore a rendere il proprio avatar il più simile possibile all’immagine che aveva di sé quando giocava a Second Life o The Sims? Beh, ora è realtà.

È proprio da questo sogno che nasce Igoodi, il sogno di Billy Berlusconi, ceo dell’azienda che ha creato la piattaforma tecnologica per dar vita a un avatar che riproduce perfettamente le fattezze e le proporzioni di ciascuno. Un “ponte” tra la vita reale e quella digitale che possa trasportare nel virtuale “la nostra unicità”. “L’abbiamo chiamato “The gate”, una porta di accesso che ci permette di trasportarci nel mondo digitale”, chiarisce ancora Berlusconi.

Igoodi è una startup che parte dall’Italia e dal made in Italy - al momento gli uffici sono a Milano e Genova -. Dopo quattro anni di lavoro, ha lanciato il progetto “The digital you”, una piattaforma tecnologica che ha come obiettivo quello di creare avatar del tutto identici al modello reale non solo per scopo ludico, ma anche per mettere un nuovo strumento al servizio di aziende e sanità.

Una tecnologia di scansione che parte dal cinema e dal mondo dei videogame e si evolve in un “uovo”, “The gate”. L’evoluzione della cabina per le fototessere al cui interno si trovano però decine di obiettivi. “La scansione avviene in un clic”, precisa Billy Berlusconi. La procedura è in effetti molto semplice per l’utente: un’app permette di essere “riconosciuti” dal macchinario, poi un “avatar-guida” spiega tutti i passaggi. Infine ci si piazza al centro della sfera e si aspetta pochi secondi. Uno scatto simultaneo permetterà di ottenere una foto da (quasi) ogni angolazione. Il computer farà il resto e infine l’avatar sarà “spedito” all’app sullo smartphone. O potrà stampare un modellino in 3D.

Insomma, “Igoodi fa avatar. E siamo anche bravi in questo”, assicura Berlusconi. Ma a cosa serve avere una trasposizione virtuale del proprio corpo? Non ci sono limiti all’immaginazione, sottolinea più volte il ceo. Ma alcuni campi di applicazione sono già ben chiari.

Si parte ovviamente dal gaming. È possibile così entrare a tutti gli effetti nel proprio videogame preferito. Ma anche migliorare l’esperienza di shopping online e far “provare” i capi che si vogliono acquistare al proprio avatar che, avendo esattamente le nostre proporzioni, potrà “sfilare” e mostrarci come calzano determinati vestiti. Un’opportunità anche per le aziende che operano nel fashion e che così possono pensare a un servizio personalizzato. O magari avere una rosa di “modelli virtuali” da usare nei modi più disparati.

E poi c’è il campo del wellness: si possono ad esempio monitorare i cambiamenti prima e dopo un periodo di allenamento. O prevedere come cambierà il proprio fisico seguendo un determinato programma.

Ma soprattutto gli avatar possono essere usati in campo medico. Creando ad esempio una cartella sanitaria “virtuale” che possa servire ad esempio a controllare la postura, creare tutori e protesi ah hoc o ad esempio a mappare i nei. “Pensate ai tutori per i bambini”, spiega Berlusconi, “Ora si deve fare un gesso, aspettare che asciughi, poi fare il calco… con Igoodi si potrà fare in poco tempo e senza pianti. E anzi, sarà pure divertente”.

Al momento Igoodi si rivolge solo alle aziende, ma la società sogna in grande. Il primo scoglio è rappresentato dalla "cultura degli avatar" ancora non abbastanza sviluppata in Italia, dove - rimarca Berlusconi - "troppo spesso si pensa ancora al film o ai disegni stilizzati dei videogiochi". La vera comunque è quella di creare un sistema scalabile e accessibile. E anche quella di creare nuovi mestieri, un nuovo settore che possa dare lustro al nostro Paese.