15 anni di iPod e iPhone: Apple ha cambiato il mondo della musica

Il primo lettore musicale della casa di Cupertino venne lanciato dall’allora quarataseienne Steve Jobs nell’ottobre 2001 e in una settimana riuscì a far scaricare e vendere oltre un milione di brani dall’iTunes store, il negozio online che è stato il motore del successo

L’antenato dell’iPhone, iPod, compie 15 anni. Era l’ottobre del 2001, dall’Apple Town Hall di Cupertino, quando in un giorno freddo e piovoso l’allora quarantaseienne Steve Jobs presentò il lettore digitale destinato a rivoluzionare il mercato musicale e non solo.

Il claim con cui l’iPod sbarcò nei negozi il 23 ottobre, era molto chiaro: «1000 canzoni in tasca». Fino ad allora la musica si ascoltava in maniera analogica con un lettore cd portatile che poteva contenere fino a 15 canzoni. E prima ancora con il Walkman, il successo targato Sony anni ’80 dentro al quale si potevano mettere le cassette. Insomma, senza andare ai tempi del mangiadischi «Geloso» con maniglia e batterie subito scariche, prima dell’iPod ascoltare musica fuori casa senza usare la radio non era semplice.

Fino alla «pensata» di Steve Jobs, che aveva già preparato il terreno immaginando un negozio di dischi online, ossia l’iTunes, dal quale scaricare le canzoni direttamente nell’iPod a pagamento. Un bel sospiro di sollievo per le case discografiche che all’epoca erano preda di siti tipo Napster che permettevano di scaricare gratuitamente gli ultimi successi. L’iPod mania dilagò in pochi mesi grazie alla possibilità di poter contenere un numero di canzoni altissimo nei suoi 5Gb di memoria.

Ma il vero motore del successo è stato l’iTunes store. Lanciato con sole 200mila brani, il negozio online di musica vendette un milione di canzoni nella prima settimana del lancio dell’iPod. Che, a sua volta, nel mese di giugno 2002, era già arrivato a vendere 1 milione di pezzi. Il matrimonio iTunes -iPod fu una svolta positiva per Apple, che iniziò a macinare utili e negativa per molti competitor, prima tra tutti Sony, che si vide soffiare il primato nei settore dei lettori musicali portatili. Nel 2003 la svolta operativa: l’app di iTunes venne scritta anche per Windows e non solo per Mac. Mentre nel 2007 ci fu il lancio di un altro prodotto destinato a rivoluzione il settore della telefonia mobile: l’iPhone.

Lo smartphone non avrebbe avuto lo stesso successo se il suo lancio sul mercato non fosse stato preceduto dal lungo lavoro fatto per migliorare l’iTunes store grazie all’iPod. Da allora, iTunes ha sostenuto una linea completa di dispositivi portatili Apple che hanno venduto un totale di un miliardo di pezzi. Ovviamente l’iPod nelle versioni classic nano, shuffle hanno venduto circa 100 milioni di pezzi mentre iPad e sopratutto iPhone hanno fatto la parte del leone. L’iPhone, come il suo antenato iPod, nei suoi 9 anni di vita è riuscito a mettere in ginocchio marchi leader nella telefonia mobile come Nokia e Blackberry. Del resto l’iPhone, che serve anche per ascoltare la musica, per l’iPod è stato un nipote scomodo portandogli via praticamente tutto il mercato. Apple non ha però abbandonato il suo figlio primigenio continuando a produrre iPod. I modelli più recenti sono stati lanciati a luglio del 2015 quando vennero messi in commercio, il touch 6G, il nano 8G e infine uno shuffle di quinta generazione.

Commenti

cecco61

Sab, 22/10/2016 - 23:38

Errori su errori: la rivoluzione fu il costo limitato delle memorie e dei devices. I lettori digitali di musica già esistevano ma le memorie avevano prezzi proibitivi. Quando usci il primo Ipod il costo era di parecchio inferiore al Sony con la differenza che, oltre al costo inferiore, si disponeva di gigabytes di memoria anziché di un centinaio di megabytes. Il CD portatileè e resta musica digitale, non analogica, per non parlare di DAT e Minidisk. Prima di scrivere scemenze provare a documentarsi? Ah, forse il suo stipendio è pagato da Apple?

il_viaggiatore

Dom, 23/10/2016 - 12:06

Ma Cecco, non lo sai? Jobs ha inventato anche la ruota e scoperto il fuoco! Sul serio, questi Apple boys si bevono tutto.