La Nasa è arrivata nell’orbita dell’asteroide Bennu

Osiris-Rex raccoglierà campioni di roccia e analizzerà le proprietà di un asteroide che potrebbe colpire la Terra il prossimo secolo

Il satellite della Nasa, Osiris-Rex (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith EXplorer), lanciato il 9 settembre del 2016, ha raggiunto l’asteroide Bennu, entrando nella sua orbita. La sonda spaziale impiegherà quasi un anno per esaminare l'asteroide, al fine di individuare un luogo sicuro e scientificamente interessante per raccogliere campioni di roccia, che saranno rilasciati in una capsula che atterrerà sulla Terra nel 2023.

L’asteroide Bennu è un piccolo corpo celeste di soli 500 metri di diametro formatosi 4.5 miliardi di anni fa, scoperto nel 1999 è stato oggetto di continue osservazioni da parte degli astronomi, in quanto la sua orbita lo porta spesso ad incontri “ravvicinati” con il nostro pianeta. Le possibilità di impatto con la Terra non sono trascurabili, come dimostrato dal professore Andrea Milani e dai suoi collaboratori in uno studio di dinamica orbitale. Nel lavoro, pubblicato nel 2009, sono stati individuati ben otto potenziali impatti tra il 2169 e il 2199.

Nel corso della missione, Osiris-Rex, non solo raccoglierà, tramite un braccio robotico, importanti campioni di regolite carbonacea che verranno “staccati” dalla superficie con un getto di azoto, ma grazie a strumenti spettrali analizzerà le proprietà globali, chimiche e morfologiche dell’asteroide. Informazioni che saranno studiate, dai ricercatori della Nasa, per determinare la sua origine, risalendo, ottimisticamente, al processo che ha condotto alla formazione dei pianeti.

Inoltre, la missione Osiris cercherà di misurare l'effetto Yorp, evidenziando le proprietà del corpo celeste che ne favoriscono l'insorgenza. L’effetto Yorp (in onore di Yarkovsky, O'Keefe, Radzievskii e Paddack), osservato solo ad inizio millennio, è un comportamento molto particolare che lega irraggiamento e radiazioni solari alla velocità di rotazione di corpi celesti di piccole dimensioni, come appunto gli asteroidi, modificandone l’orbita. Questo studio, quindi, permetterà di valutare meglio le probabilità di impatto.