Periscope, l'allarme del Garante: "Rischio violazione della privacy"

Soro getta un'ombra sull'app che permette di realizzare dirette streaming: "L'autore non sa cosa riprende"

È il momento di Periscope. L'app di Twitter che permette di mandare in streaming video in diretta spopola tra gli utenti - per ora solo Apple - di qualsiasi età. Ma la curiosità verso un'applicazione che promette di rivoluzionare (di nuovo) il mondo dei nuovi media rischia di non far percepire abbastanza i rischi.

A sollevare l'allarme è il garante della privacy Antonello Soro, che sul suo blog sull'Huffington Post, punta l'attenzione su "un mezzo assai invasivo, e alla portata di tutti, idoneo a riprendere qualunque tipo di scena, anche all'insaputa o contro la volontà delle persone" e sull'immediatezza dello strumento che "priva lo stesso autore della possibilità di riflettere sull'opportunità o meno di riversare in rete scene che potrebbero rivelarsi lesive della dignità delle persone".

Per questo "non dobbiamo cedere alla tentazione di ritenere velleitario continuare a parlare di privacy": Soro ricorda così le norme vigenti che valgono anche per Periscope. "La diffusione di dati personali, in assenza del consenso dell'interessato o dell'interesse pubblico alla divulgazione della scena ripresa, non è consentita ed è sanzionata. Principio che la nostra Autorità ha sempre ribadito e richiamato con riferimento a tutti i social network. Se riprendo altri soggetti in un video che ho intenzione di diffondere sui social devo chiedere il loro consenso al momento della ripresa, prima di poterli pubblicare e renderli disponibile - sia pure solo per 24 ore come nel caso di Periscope - attraverso la piattaforma".