Singapore lancia il primo servizio di taxi-robot senza autista

La NuTonomy, che ha sede a Cambridge nel Massachussets, è stata fondata nel 2013 da due ricercatori del Mit, Karl Iagnemma ed Emilio Frazzoli

Singapore taglia per prima il traguardo del "robo-taxi", il servizio di auto pubblica senza autista. Attivo dalla mattina di ieri, è per ora un test pubblico gestito dalla start-up statunitense nuTonomy, che ha tra i fondatori l'italiano Emilio Frazzoli. Al momento il servizio è limitato a un numero selezionato di persone che possono avvalersi, tramite una app del loro smartphone, del taxi a pilota automatico.

I passeggeri - trasportati da una Renault Zoe o da una Mitsubishi i-MiEv, vetture elettriche configurate ad hoc - sono comunque accompagnati da un tecnico della società statunitense pronto ad intervenire in caso di necessità.

NuTonomy batte dunque sul tempo Uber che dovrebbe iniziare a testare la sua flotta di taxi senza autista nelle prossime settimane nella città americana di Pittsburgh.

L'esperimento si tiene sulle strade del quartiere high-tech di Singapore e coinvolge sei vetture che circolano nel traffico normale, incluse le strade molto trafficate. Il test serve a raccogliere dati sulla performance del software utilizzato da NuTonomy, sull'efficienza nella scelta dei percorsi e nel servizio di prenotazione in vista del lancio del servizio commerciale di taxi con pilota automatico che Singapore prevede per il 2018.

La NuTonomy, che ha sede a Cambridge nel Massachussets, è stata fondata nel 2013 da due ricercatori del Mit, Karl Iagnemma ed Emilio Frazzoli, che si è laureato in Ingegneria aeronautica alla Sapienza nel 1994.

Nello scorso maggio ha completato un'operazione di finanziamento per 16 milioni di dollari condotta da Highland Capital Partners, che include tra gli investitori il Singapore Economic Develpment Board.

La società sta anche testando auto con pilota automatico negli Usa e in Gran Bretagna dove collabora con Jaguar Land Rover.