La televisione che ti ingozzaper poi farti dimagrire

Da <em>La prova del cuoco</em> ad <em>Adolescenti XXL</em>: un cortocircuito catodico. Ormai è lotta all’ultimo canale (digerente) tra cuochi ultracalorici e specialisti del girovita

A smaltire ci abbiamo messo un po’ anche noi. L’obnubilamento però. Eravamo tanto presi dalle sorti di quelle «boteriane» adolescenti Usa, tanto «acquolinanti» sui piatti veloci di Alessandro Borghese, che non ci siamo resi conto del paradosso che ogni giorno va in onda. Del cortocircuito ideologico che ingrassa i palinsesti. Del fatto che le due pietanze di cui ci fa fare (prevalentemente) indigestione la tv sono: come prima portata i programmi sui cuochi, e come seconda i reality sugli obesi. Del fatto che il tubo catodico sia in realtà diventato un canale digerente. Da una rete all’altra, o addirittura sulla stessa, si oscilla tra la venerazione della ricetta ipercalorica che fornisce una quantità di grassi e zuccheri decisamente più che ricreativa, e la straziante, umiliante, emarginata storia di un ciccione determinato a consumare il grasso di quel se stesso. Armi di nutrizione di massa. Un tempo c’era la tv spazzatura, ora c’è la tv di cottura: con tutte le sue dolenti conseguenze. Dal ricettario rapido al metabolismo lento.
Cucina con Ale, Il Boss delle torte, I viaggi di Jamie, Nigella Kitchen, I menù di Benedetta, La prova del cuoco, Ti ci porto io, Master chef... A fronte di Adolescenti XXL, Tesoro salviamo i ragazzi, Grassi contro magri, Ero incinta e non lo sapevo (che non c’entra nulla né con gli obesi, né con la cucina ma che, se non ve ne foste resi conto, parla di donne che sono arrivate al nono mese inconsapevolmente perché già enormi di loro), perfino Cortesie per gli ospiti con i padroni di casa che dedicano cinque minuti all’etichetta, un impegno svogliato alla conversazione con i commensali ma tutto il giorno alla cucina... Mezz’ora prima ci fanno ingrassare, mezz’ora dopo ci chiedono di dimagrire o ci mostrano cosa accade se non ci riusciamo (Malattie imbarazzanti parla spesso delle terrificanti, inimmaginabili conseguenze del sovrappeso), tutto senza soluzione di continuità.
Da Sky al digitale passando per le generaliste. Da Fox a Real Time a Raiuno: dalla mattina alla notte affondando ovviamente nel languido, morbido pomeriggio da divano. E di nuovo la prima sera: mangio dopo il Tiggì. Tutti a garantirci l’X(XL) Factor e poi a mettercene in guardia. Via con la tv del dolore di stomaco. Gli eccessi e i disastri, i fasti dei fornelli e la miseria della bilancia: fascia protetta Gibaud. I maghi dei fuochi per godere, gli esperti per smaltire (e punire). Cinque minuti a fuoco lento e poi mesi di corsa veloce, di ginnastica soft, di piatti light, di quelle maledette magliette di taglia extralarge che tirano da tutte le parti come la camicia di un gobbo. L’Eden e l’inferno a rullo continuo. La gola e la linea, il forno e il format a farci scoprire, tra l’altro, che ben più dell’anoressia potè l’obesità. Per ogni scheletrica (ormai) distrattamente inquadrata, ci saranno almeno cinque obesi che ansimano e faticano e si siedono dopo due passi e fanno la doccia ricorrendo a espedienti inimmaginabili per raggiungere pieghe e interstizi. Un minuto sulle labbra, una vita sui fianchi. Pietanze che ti rimangono addosso con un risentimento feroce e, un istante dopo, frigoriferi pornografici, padelle rigate, mentuccia, fondente al cioccolato, lardo di Colonnata e polenta. Chi ti accarezza i sensi e chi te li schiaffeggia rispedendoli in punizione al posto loro. Bagordi della tv nutrizionalpopolare. Indigestione virtuale da zapping. Cuscinetti mediatici troppo difficili da smaltire.