Tempi sempre più duri per i fumatori ma le sigarette saranno anti-incendio

Aumentano le tasse sul tabacco e intanto spunta l'obbligo per i produttori di provvedere ridurre i rischi di combustione accidentale

Tempi sempre più difficili per i fumatori: già alle prese con i divieti introdotti da molti paesi nei locali pubblici, in stazioni ed aereoporti, presto si troveranno alle prese con un nuovo rincaro alle viste del prezzo del tabacco. Qualche giorno fa, infatti, la commissione Affari Economici del Parlamento Europeo, chiamata a fare le sue considerazioni sull'ipotesi avanzata dalla commissione Barroso di aumentare progressivamente il prelievo fiscale sul tabacco, per armonizzare le diverse condizioni fiscali nei 27 e per cercare di farne diminuire l'uso, ha dato il suo via libera (17 sì, 1 solo no, 9 astenuti) all'idea, diminuendo di poco l'entità del prelievo ipotizzato dalla commissione come tassazione minima. E infatti da palazzo Berleymont l'ipotesi sottoposta ai parlamentari era quella di una tassa minima di 64 euro per ogni 1000 sigarette da varare entro il gennaio 2012 cui sarebbe seguito un ulteriore aumento (90 euro sempre per 1000 sigarette) a partire dal 2014. La commissione ha limato le cifre, accettando i 64 euro nel 2012, ma riducendo a 75 euro la tassa minima da far entrare in vigore nel 2014, il che corrisponde ad 1,50 euro a pacchetto. Stessa storia per il tabacco da pipa, sigari ed altri prodotti del tabacco, anche se con quote più risicate (43 euro al chilo per il tabacco, 12 per sigari e cigarillos sempre al chilo). E' noto che in molto paesi, tra cui l'Italia, già esistono prelievi fiscali sul tabacco, ma è un fatto che le aziende produttrici non hanno nascosto di intendere aumentare il prezzo dei prodotti davanti al maggior prelievo fiscale. Anche perchè - si sono giustificate - è alle viste l'introduzione di un nuovo cambiamento nella fattura delle sigarette. E infatti nei prossimi mesi dovrebbe esser varata la proposta della commissione - che ha già ottenuto il via libera dei 27 paesi comunitari - secondo la quale saranno vendibili solo le sigarette che si auto-spengono, una volta che si smetta di aspirarle. Il meccanismo - applicato la prima volta nello stato di New York nel 2004 - è abbastanza semplice: si tratta di confezionare le sigarette con 2-3 piccole strisce di carta più spessa che rallentano la combustione e finiscono per spegnere la sigaretta una volta in assenza del tiraggio attraverso le boccate. L'esempio americano - ben presto allargato a 22 stati - è stato seguito anche dal Canada dove le sigarette anti-incendio sono obbligatorie dal 2005 e recentemente se se sta discutendo in Australia. Secondo i dati presentati dalla commissione Barroso, una simile misura non solo permetterebbe di bloccare i casi di morte per incendio provocati da chi si addormenta con la sigaretta accesa, ma comporterebbe importanti risparmi anche nella lotta agli incendi boschivi. Quanto al primo caso - sonno del fumatore - è stato calcolato che negli Usa sarebbero addirittura decine di migliaia i morti negli ultimi 30 anni e che ancor oggi, con un numero di fumatori sensibilmente ridotto, si calcolano tra le 700 e le 900 vittime all'anno per il fenomeno. In europa i dati disponibili si riferiscono a 12 stati della Ue più Islanda e Norvegia e indicano che tra il 2005 ed il 2007 sono stati 11mila l'anno gli incendi provocati da sigarette fumate all'interno di abitazioni che hanno causato la morte di 520 persone, mentre altre 1600 sarebbero rimaste ustionate. Ma con l'obbligo delle sigarette autospegnenti, ne potrebbero piuttosto beneficiare anche i boschi. Nel 2006 infatti - sempre secondo i calcoli presentati dalla commissione - sono andati in fumo 284mila e 444 chilomtrei quadrati di foreste in Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Grecia. Nel nostro paese, in particolare, il 15% dei boschi andati in fumo è bruciato per motivi involontari o per distrazione e di quella percentuale, quasi un terzo esatto (il 31,,7%) è stato causato proprio da una sigaretta o da un cerino acceso.