Tenda e idromassaggio La vacanza è eco-chic

I trentenni scelgono campeggi extra lusso e hotel costruiti secondo la bio architettura Il viaggio green costa più di 60 euro al giorno: gli spostamenti si fanno in treno (o in bici) e gli acquisti a chilometro zero

Natura e movida. Sostenibilità e comodità. A mettere d'accordo termini apparentemente opposti ci pensa un nuovo stile di viaggio, perfetto mix fra semplicità e glamour. Le hanno battezzate vacanze eco-chic e rappresentano la formula più amata, soprattutto fra i giovani. In Italia, come nel resto del mondo, si stanno moltiplicando le strutture che regalano un'esperienza indimenticabile a contatto con l'ambiente senza rinunciare al comfort. C'è il lusso. E poi gli agriturismi, sempre più apprezzati soprattutto nel nostro Paese. E poi ancora gli eco hotel dove, dai materiali per la costruzione al cibo offerto al ristorante, tutto è rigorosamente green. Quest'anno più che mai le ferie sono verdi. Addirittura per un italiano su due, come dimostra un nuovo studio promosso da Espresso Communication per ConLegno, condotto su 1.500 persone fra 18 e 65 anni. Per il 58 per cento di loro sono diventate addirittura un must. E i dati sono confermati fra chi abita nelle grandi città: il 57 per cento dei giovani milanesi ha scelto proprio una struttura green. Così come il 52 per cento dei romani. Solo una moda? A quanto pare no visto che il giro d'affari ammonta già a 12 miliardi di euro. «Nonostante la crisi, il turismo, soprattutto quello sostenibile, è uno dei settori in costante crescita nel nostro Paese - spiega Sveva Magaraggia, docente di Turismo e comunità locale all'università Bicocca di Milano -. Ma l'ecoturismo non dovrebbe essere percepito come una tendenza, bensì come una realtà consolidata. I recenti studi sulla scienza del turismo sottolineano il desiderio dei villeggianti di coniugare relax e tempo libero con occasioni di apprendimento. Ne deriva una crescente offerta capace di rispondere a questi interessi». Ovvero viaggiare in modo solidale ed ecologico, senza tralasciare il divertimento.

ACQUISTI A KM ZERO

Ma come è possibile trasformare in pratica questo desiderio? Se fare escursioni con guide locali per esplorare aree protette o borghi storici è una pratica condivisa dal 57 per cento dei turisti, acquistare e consumare prodotti locali a chilometro zero è un desiderio per il 54 per cento. Cresce anche la tendenza a lasciare a casa l'automobile, quando è possibile, prediligendo i trasporti pubblici (55 per cento). Il 47 per cento pratica invece attività sportive all'aria aperta, mentre l'acquisto di souvenir che valorizzino l'artigianato locale è un'azione condivisa dal 43 per cento. Infine chiedere ospitalità ai proprietari di aziende agricole e realtà artigianali per imparare il mestiere ed evadere dalla routine quotidiana è ancora una scelta per pochi (27 per cento). «Questo tipo di turismo favorisce innanzitutto una maggiore consapevolezza dei viaggiatori sulle destinazioni visitate e sull'impatto ecologico che si traduce in comportamenti responsabili anche a casa - prosegue Chiara Mio, direttore del master in Economia e gestione del turismo all'universita Ca' Foscari di Venezia -. Inoltre apporta valore aggiunto all'esperienza vissuta dalle persone tramite un rapporto più coinvolgente con il territorio e la comunità ospitante, favorendo la comprensione delle problematiche e delle usanze locali. Il turismo responsabile va oltre le eco-certificazioni o le politiche verdi degli hotel. Va inteso come un nuovo modo di concepire la vacanza e, ancor prima, il proprio modo di acquisto e consumo, promuovendo non solo la salvaguardia delle risorse ambientali, ma anche la diversità culturale, e abbracciando valori di consapevolezza, sobrietà, equità e rispetto delle persone e dei luoghi».

IL BOOM FRA I TRENTENNI

Ma chi sono gli italiani che alle tradizionali mete preferiscono quelle al cento per cento green? Secondo lo stesso sondaggio sono nel 56 per cento dei casi donne e nel 44 per cento uomini. Fra loro la maggior parte ha un titolo di studio medio-alto (71 per cento) e un'età compresa tra i 18 e i 30 anni (58 per cento), mentre la percentuale scende al 52 per cento tra i 31 e i 50 anni e al 34 per cento tra gli over 50. Infine i turisti amici dell'ambiente provengono principalmente dalle grandi città. In testa Milano (57 per cento), seguita da Roma (52 per cento), Bologna (51 per cento), Firenze (50 per cento) e Torino (49 per cento). Si trovano invece al Sud le mete più gettonate, quelle che offrono le migliori strutture green in Italia. Le più amate in assoluto sono Sardegna (38 per cento) - riconosciuta dalla Commissione Europea come meta sostenibile per eccellenza - e Puglia (34 per cento) con i suoi parchi nazionali (Gargano e Murge). Segue il Trentino (31 per cento) con le Dolomiti patrimonio dell'Unesco, la Sicilia (29 per cento) con il parco naturale regionale dell'Etna, le Marche e l'Umbria (27 per cento) con il parco nazionale dei Monti Sibillini.

A livello europeo invece i turisti italiani preferiscono la Grecia (22 per cento) con le isole incontaminate come le Piccole Cicladi, la Spagna (19 per cento) con il tour dell'Andalusia ma anche le bellissime Isole Baleari, l'Irlanda (17 per cento) alla scoperta della regione dei laghi del Fermanagh, la Svezia (13 per cento) secondo Paese al mondo ad aver introdotto uno statuto di ecoturismo e patria di Nature's Best, il primo marchio ecologico europeo. Infine c'è la Danimarca (9 per cento) con l'arcipelago eco-chic di Fionia. L'obiettivo è sempre lo stesso: divertirsi senza tralasciare l'impegno concreto nei confronti della natura. Al primo posto, fra le ragioni che spingono alle vacanze green, c'è proprio la maggiore consapevolezza del proprio impatto sull'ambiente (62 per cento), seguita dal desiderio di conoscere le tradizioni culturali ed enogastronomiche locali (53 per cento), dalla volontà di entrare in contatto con la natura (52 per cento) e dedicarsi al benessere psico-fisico personale praticando attività sportive (48 per cento). Infine, contribuire al sostegno dell'economia e dello sviluppo locale (34 per cento).

ROULOTTE A CINQUE STELLE

Naturalmente il mercato ha immediatamente compreso le potenzialità di questo fenomeno, rispondendo con proposte ad hoc. Una delle più apprezzate è stata battezzata glamping, ovvero il mix ideale fra camping e glamour. Strutture del genere sono sparse in tutto il mondo, Italia compresa, e permettono di vivere a strettissimo contatto con la natura senza rinunciare alle comodità. Magari all'interno di una tenda cinque stelle con tanto di bagno privato e vasca idromassaggio, o in una bolla trasparente dalla quale è possibile ammirare il cielo stellato. Restando rigorosamente sdraiati su un letto king size. Resiste anche il successo dei più tradizionali agriturismi, che adesso offrono anche la possibilità di cimentarsi in laboratori per imparare gli usi del posto. E poi ci sono gli eco hotel, costruiti secondo i più avanzati criteri della bio architettura.

Anche la tecnologia strizza l'occhio a questa tendenza, con una serie di portali che permettono di prenotare solo vacanze sostenibili. Fra queste c'è Ecobnb, che funziona proprio come il più popolare Airbnb concentrandosi però solo sulle strutture ecologiche. E poi ci sono le app, che aiutano a rispettare l'ambiente anche in vacanza. Da quelle che tracciano le emissioni di Co2 dei veicoli mentre si viaggia, a quelle che identificano i business sostenibili nelle vicinanze. Senza dimenticare i programmi che calcolano il tragitto più ecologico per raggiungere la destinazione, che indicano le tipologie dei rifiuti da differenziare e che misurano ovunque si vada la cosiddetta green foodprint, il consumo di risorse naturali. Perché per i turisti del futuro non ci può essere relax senza impegno. Anche in vacanza.

Commenti

giovinap

Mer, 09/08/2017 - 09:58

bla ! bla ! bla ! bla ! tutti cercano di accalappiare turismo , per fare soldi , il resto sono chiacchiere , si fa finta di non capire che c'è una equazione , turismo=inquinamento .