Tensione in Ungheria: scontri di piazza tra estrema destra e rom

Polizia in stato d'assedio nella regione settentrionale del Paese. Incidenti tra la comunità nomade e la Guardia nazionale, espressione paramilitare del partito xenofobo Jobbik. E nella popolazione cresce l'intolleranza

Alta tensione in Ungheria. La polizia locale resta in massima allerta da quattro giorni nella città di Sajobabony (nella regione settentrionale del Paese), cinta da cordoni di sicurezza dopo i violenti scontri scoppiati fra gruppi di etnia rom, abitanti e gruppi facenti capo all'organizzazione paramilitare di estrema destra «Guardia ungherese».
La Guardia, vietata da sei mesi da un pronunciamento del tribunale, era arrivata nella città per proteggere un comizio del partito di estrema destra Jobbik. I rom locali hanno cercato di cacciare via gli estremisti e sono scoppiati disordini. La polizia è intervenuta fermando sei persone, tutte di etnia rom.
Al Parlamento di Budapest intanto l'opposizione di destra accusa il governo e la polizia di essere incapaci di mantenere l'ordine pubblico. Il ministro socialista, responsabile della sicurezza nazionale, ha ribattuto dicendo che la polizia è in grado di garantire l'ordine pubblico, ma che la responsabilità ricade sugli estremisti di destra che fomentano odio contro i rom, e minacciano la convivenza civile.
Le tensioni fra ungheresi e rom, che rappresentano la minoranza etnica più numerosa del Paese con il 7 per cento della popolazione, sono fortemente aumentate in tempi recenti. Alcuni commentatori parlano addirittura di guerra civile. Un segnale evidente è rappresentato dal fatto che Il partito Jobbik, con una campagna anti-rom, ma anche con marcati tratti antisemiti, ha ottenuto il 15 per cento dei consensi alle elezioni europee di giugno e già fa campagna per le elezioni politiche del prossimo anno, con l'obiettivo di riuscire a entrare nel Parlamento nazionale in posizione di forza.