Le teorie gender uccidono le differenze

Gentile Direttore, nei giorni scorsi Papa Francesco ha espresso la sua contrarietà sulla cosiddetta teoria gender. Va precisato che questa teoria non è nata dalle menti confuse di alcuni teologi, ma negli ambienti femministi Usa degli anni '60. Un'ideologia quella del gender che nega le differenze, se non culturali, tra maschi e femmine, che l'identità di ognuno prescinde dal dato biologico, ed è determinata da modelli culturali e sociali. In alcuni Paesi dove l'ideologia gender viene diffusa direttamente dal governo è in atto una vera e propria opera di indottrinamento sin dalla più tenera età. In Svezia esistono asili dove l'educazione dei bambini viene fatta senza alcuna distinzione di genere, dove sono stati aboliti i pronomi «Lei» e «Lui» in cambio del pronome neutro «Hen», giochi uguali per tutti ecc. e il governo ha pure approvato per legge 170 nomi unisex. Questa teorie trovano parecchi scettici se non oppositori fra antropologi, psicologi e neuroscienziati. Penso che le donne e gli uomini sono ugualmente esseri intelligenti, con stessi diritti e doveri ma hanno inclinazioni diverse ed è bello cosi. Condivide?

Fabio Mendler

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Caro Fabio, certo che condivido. Un conto è la parità di diritti e di doveri, altro è negare differenze di genere. Il creatore, chiunque esso sia, non ci ha fatto tutti uguali e ci ha assegnato ruoli diversi. No c'è teoria che possa negare questo, non c'è moda che possa annullare differenze, non c'è cultura o società che possa sopravvivere a una simile sciocchezza. Io sono per le differenze, che vanno non annullate ma esaltate in quanto ricchezza del genere umano. Da sempre ci sono donne maschiacci che preferiscono il pallone alle bambole e viceversa uomini effeminati. Caratteri e gusti sessuali non sono nella nostra disponibilità di scelta. Ognuno è fatto a modo suo, e questo è legittimo oltre, appunto, che inevitabile. Ma sostenere che non siamo fatti diversi e impedire l'esercizio di questa diversità è una violenza inaccettabile. Da combattere come una forma di nazismo.