Un tesoro d’arte per il Principato

Esposti anche i ritratti d’autore delle principesse Carolina e Grace di Monaco

Nica Fiori

«Principato di Monaco. Idea per un Museo» è la versione italiana di una mostra che ha lo scopo di far conoscere le raccolte del Nuovo Museo Nazionale del Principato, la cui sede sarà costruita a breve termine di fronte al Giardino esotico. L'esposizione, che si tiene a Palazzo Ruspoli fino al 10 febbraio 2006, porta per la prima volta all'estero le ricchezze artistiche di un territorio piccolissimo (solo 2 km), ma dal fascino straordinario. L’originalità consiste nel fatto che non si tratta esclusivamente di quadri o sculture, ma anche di opere legate al mondo del teatro e soprattutto della danza.
La sezione dedicata all’arte moderna espone la raccolta di dipinti del pittore Kees van Dongen, nato in Olanda, ma stabilitosi nel principato dal 1949. Una sala è dedicata alla donazione Roux-Berger comprendente opere neo-impressioniste, fauve e post-impressioniste, tra le quali risaltano i nomi di Paul Signac, Emile Othon Friesz, Henri Manguin, Maurice de Vlaminck e Paul Gauguin.
Seguono le collezioni contemporanee del Nuovo Museo, che vanno dalla figurazione, come il ritratto della principessa Carolina di Andy Warhol e quello di Grace di Monaco di Marcos Marin, all’oggetto e alle astrazioni, gestuali o di tipo concettuale. Una sala è stata concepita intorno alle tematiche del corpo, con oggetti provenienti sia dalle arti plastiche sia da quelle di scena.
L’unione del linguaggio espressivo della danza con le arti figurative ha svolto un ruolo tutt'altro che marginale nei primi decenni del Novecento. I balletti russi di Sergej Diaghilev, in particolare, hanno dato inizio a una grande tradizione di ampliamento dei linguaggi artistici tradizionali. Secondo il principio della compenetrazione delle discipline artistiche, nella galleria principale di palazzo Ruspoli sono esposte opere pittoriche di Jacques Monory e Valerio Adami, che evocano un universo scenico, e opere su carta di Léon Bakst, Constantin Korovine, Alexandre Benois e Natalia Gontcharova, legate alla storia dei balletti di Diaghilev all’inizio del XX secolo, e poi costumi di scena, tempere e bozzetti del teatro dell’Opéra di Montecarlo.
Notevoli le scenografie luminose di Eugène Frey, realizzate a gouache su cartone, che ricordano nelle silhouette il teatro delle ombre. Si tratta di esperienze che sono alle radici del linguaggio artistico contemporaneo, che punta a un intervento estetico totale, di forte impatto emotivo sull’osservatore. Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19; lunedì chiuso. Tel. 06-6874704