Thailandia, un morto per gli scontri di piazza

L'esercito interviene con cariche, idranti,
gas lacrimogeni per disperdere i
manifestanti antigovernativi che bloccano le strade di Bangkok chiedendo le dimissioni del premier. <strong><a href="/video.pic1?ID=bangkok13_4_09">Guarda il video
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Bangkok - Una persona è stata uccisa durante i violenti scontri scoppiati nella capitale thailandese. Lo ha riferito alla televisione Satit Wonghnongtaey, un ministro stretto collaboratore del premier Abhisit Vejjajiva. La tensione in Thailandia è altissima. I manifestanti hanno scagliato pietre e molotov contro i militari, che hanno reagito con alcune cariche e l'uso di idranti e lacrimogeni. Il primo ministro Abhisit ha dichiarato ieri lo stato d’emergenza nella capitale, dopo che le violente proteste delle "camicie rosse", sostenitrici dell’ex premier Thaksin, hanno costretto all’annullamento del vertice dei paesi asiatici di Pattaya.

Nuove cariche dei soldati L'esercito è intervenuto ancora con cariche, idranti, gas lacrimogeni e alcuni spari di avvertimento in aria per disperdere i manifestanti antigovernativi in camicia rossa che bloccano le strade di Bangkok. I dimostranti, che chiedono le dimissioni del governo del premier Abhisit Vejjajivadato e il ritorno dell’ex premier e uomo forte Thaksin Shinawatra, estromesso con un golpe incruento nel 2006, hanno dato alle fiamme un autobus e lanciato cinque o sei bottiglie molotov contro i militari. I soldati, secondo testimoni, hanno sparato almeno due lunghe raffiche di mitra in aria. Nel complesso finora negli scontri odierni sono rimaste ferite almeno 77 persone, una ventina delle quali ricoverate in ospedale. Almeno quattro persone hanno riportato oggi ferite da arma da fuoco: due dimostranti e due soldati.  

Misure di sicurezza per i trasporti Il governo thailandese ha preannunciato il varo nelle prossime ore di misure per garantire la sicurezza di porti, aeroporti e delle maggiori infrastrutture del Paese alla luce degli scontri fra forze di sicurezza e manifestanti antigovernativi che da giorni imperversano per le vie di Bangkok e che hanno fatto già saltare un vertice economico di Paesi asiatici nella località marittima di Pattaya. "Nelle prossime ore saranno prese diverse misure per garantire la sicurezza di tutti i grandi porti, aeroporti e maggiori infrastrutture", ha detto alla televisione il portavoce governativo Panitan Wattanayagorn. "Vi assicuriamo che la situazione degli scontri in Thailandia sta ritornando sotto controllo", ha aggiunto il portavoce.

I giorni più bui "Credo che i giorni più bui nella storia della Thailandia debbano ancora venire", ha commentato Prinn Panitchpakdi, un analista di Clsa Asia-Pacific. Il direttore del Centro medico di Bangkok, Peeraphong Saicheau, ha detto che 77 persone sono rimaste ferite negli scontri iniziati poco prima dell’alba. Due civili e due soldati hanno ferite da arma da fuoco. Quella odierna è la prima di tre giornate di vacanza per il nuovo anno thailandese e molte persone sono già partite. I mercati finanziari sono chiusi fino a giovedì.

Cannoni ad acqua Le truppe sono avanzate con cannoni ad acqua dopo che i manifestanti che sostengono l’ex primo ministro Thaksin Shinawatra avevano versato del carburante in strada, minacciando di incendiarlo se i soldati si fossero avvicinati. Alla fine le truppe sono riuscite a far allontanare i manifestanti, arrestandone diversi e strappando loro le maglie rosse.

Maglie rosse contro maglie gialle Le violenze per strada hanno avuto inizio dopo che il primo ministro Abhisit Vejjajiva, ieri, ha dichiarato lo stato di emergenza a Bangkok in seguito alla cancellazione di un vertice asiatico per via delle "maglie rosse". L’anno scorso le "maglie rosse" erano al potere ed erano le "maglie gialle" - i sostenitori dell’attuale governo - a protestare praticamente senza sosta nella capitale, fino ad occupare per una settimana i principali aeroporti di Bangkok.