Calzature, nuove collezioni fra stile e design a theMicam per spingere la ripresa

Dal 14 al 17 febbraio in Fiera Milano il fashion scarpe per l' autunno-inverno: 1.456 aziende, 821 italiane e 635 straniere provenienti da 34 Paesi. Nel 2015 nuovo record per l'export ma la produzione è frenata dal mercato interno e dalle situazioni di crisi a livello internazionale. Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici: "Il governo defiscalizzi gli investimenti per ricerca e campionario". La battaglia per l'etichetta europea Made In

Fashion calzatura, nuove collezioni, modelli glamour per la donna e scarpe per uomo e bambino, stile design e materiali in confronto a tutto campo fra made in Italy e produzioni straniere. Domenica 14 febbraio, apre nei padiglioni di Fiera Milano l'81esima edizione di theMicam, la più importante fiera internazionale dedicata alle calzature organizzata da Assocalzaturifici, leader nel mondo per il prodotto di fascia medio e medio alta che andrà avanti fino mercoledì 17 febbraio.

Espongono 1.456 aziende, 821 italiane e 635 straniere provenienti da 34 Paesi, tra cui brand come Love Moschino, Trussardi, Bikkembergs, Liu Jo, Ermanno Scervino, Desigual, Skechers, Kenzo Paris, La Martina, Harmont and Blaine, John Galliano, Calvin Klein, Roberto Cavalli, Alessandro Dell'acqua, Byblos. E' un appuntamento a cui gli operatori guardano con grande attenzione non solo per conoscere le collezioni del prossimo autunno-inverno, ma anche perché la manifestazione è il termometro più affidabile della situazione del mercato e di un comparto di punta del made in Italy, che occupa oltre 77mila addetti diretti in quasi 5mila aziende.

C’è infatti attesa e voglia di fare, ma la ripresa per il più importante settore degli accessori moda è ancora lontana. Ne ha parlato il presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti che - presentando a Milano la manifestazione - ha posto sul tavolo una serie di richieste al Governo, a partire dalla defiscalizzazione sugli investimenti per le attività di ricerca e realizzazione dei campionari e l’impegno nella battaglia per il Made In, ossia l'etichetta di origine obbligatoria, che l'Italia chiede all'Ue da tempo e cui si oppone un blocco nord europeo di cui fanno parte tra gli altri Gran Bretagna e Germania. "Noi dobbiamo etichettare quanto esportiamo, mentre Paesi come Australia, Corea, Cina, Giappone non hanno quest'obbligo per ciò che vendono in Europa. L'Unione Europea - ha denunciato - deve comprendere che non c'è rinascita industriale senza il riconoscimento di una priorità alla manifattura di qualità che lavora secondo le regole, e senza la tutela del diritto dei consumatori europei ad acquistare in maniera trasparente anche e soprattutto a casa loro".

Un'altra questione che preoccupale imprese calzaturiere è il possibile riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato: "Sarebbe - ha sottolineato Annarita Pilotti - la rovina per il nostro mercato, arriverebbero flotte cariche di calzature con un costo decisamente inferiore visto quello della manodopera e con rischi anche per la salute dei consumatori". Per non parlare del persistere delle sanzioni economiche verso la Russia. Oggi il mercato russo segna un pesante -32% che va ad aggiungersi al segno meno dell’anno precedente. “E’ necessario investire e concentrarsi su nuovi mercati – ha dichiarato il direttore generale di Assocalzaturifici Tommaso Cancellara – soprattutto su quello italiano, che è il primo mercato”. Nel 2015 l’export ha segnato un +2% rispetto al 2014, ma il 2016 si presenta pieno di incognite.

Il settore delle calzature si presenta all’appuntamento con theMicam ancora in affanno. Le più recenti rilevazioni di Assocalzaturifici registrano aspettative delle imprese per la prima metà del 2016 improntate alla stabilità, dopo un 2015 che se da un lato ha messo a segno per la prima volta dal 2011 un saldo attivo degli occupati (+432 addetti) favorito dalle misure di stabilizzazione previste nel Jobs Act, dall’altro ha visto calare la produzione, secondo il preconsuntivo tracciato da Assocalzaturifici, del 2,9% in volume (a 191,2 milioni di paia) e dello 0,7% in valore. Il tutto in uno scenario sempre più articolato, dove recessione economica diffusa e tensioni geopolitiche hanno acuito la volatilità dei mercati e la competizione, aumentando il processo di selezione tra le imprese. Se il 2015 si è chiuso con risultati inferiori alle attese e la ripresa è evidentemente ancora di là da venire, il settore è comunque riuscito a contenere la flessione dei livelli produttivi, nonostante i molteplici ostacoli sia sui mercati esteri che su quello nazionale, stabilendo peraltro un nuovo record nelle vendite all’estero, cresciute lo scorso anno del 2% malgrado una contrazione del 4,8% in volume ed il rallentamento dei mercati extra-Ue, che avevano trainato il comparto dopo la crisi mondiale del biennio 2008-2009. I consumi asfittici in Italia e in Europa, la frenata del Far East (per la crisi economica giapponese e le turbolenze finanziarie in Cina) e, soprattutto, il crollo della domanda in Russia e nei Paesi dell’area Csi, sono le “dinamiche chiave” dell’attuale complessa fase di mercato.

In merito alla manifestazione, la presidente Pilotti sta lavorando a un grande progetto di restyling per rilanciarne l’attrattività e rendere la fiera più bella, con più glamour e per accogliere al meglio i buyers di tutto il mondo. Nel frattempo sta portando avanti altre battaglie, dal cambiamento delle date della manifestazione che nel 2017 slitteranno al 7-8 settembre, ai tagli agli sprechi fino a misure per l'internazionalizzazione delle imprese, come dei voucher per le aziende che partecipano a più di una fiera internazionale. “Qualcosa di buono - ha dichiarato - è venuto dal tavolo che si è tenuto ieri al Ministero dello sviluppo economico, dove si sono sedute le maggiori associazioni della moda. Questo è un momento di svolta molto importante, definito di eccellenza all'attacco, la sinergia delle associazioni - ha auspicato - potrebbe essere un'opportunità per tutti. Si lavorerà insieme per date ed eventi comuni"

E ai mercati internazionali theMicam dedica loro una speciale attenzione. E’ stato messo a punto in collaborazione con Ice Agenzia un programma di incoming per buyer e giornalisti da oltre 30 Paesi. Inoltre l’area theMicam Square ospiterà numerosi incontri quotidiani con focus su Paesi come Usa, Cina, Russia, mercati dell’Europa Occidentale e Orientale. Durante i seminari, organizzati in collaborazione con Wgsn, si discuterà di scenari commerciali e si individueranno, insieme alle tendenze di stile più interessanti per le varie aree, anche gli sviluppi più attuali delle tecniche di vendita in-store e on-line. Da segnalare l'appuntamento con le sfilate delle nuove collezioni che si terranno il 14-15 e 16 febbraio alle ore 12.45 all’interno del MicamSquare al padiglione 7, e sono uno degli eventi più attesi dai visitatori professionali. Rinnovata la partnership fra theMicam e Car2Go: i visitatori potranno raggiungere il quartiere espositivo con il car sharing parcheggiando e terminando il noleggio direttamente nel quartiere fieristico.