Thomas Helye

Nacque a Biville, in Normandia, verso il 1187. La sua famiglia poteva permettersi di farlo studiare e lui aveva attitudine. Completata la sua formazione si mise a insegnare gratuitamente ai bambini del villaggio, conseguendo tali risultati da indurre gli abitanti di Cherbourg a chiedergli di fare lo stesso nella loro città. Helye si trasferì e riportò analogo successo. Ma una malattia lo costrinse a tornare a Biville. Ristabilitosi, decise di intraprendere la via ecclesiastica e si fece ordinare diacono dal vescovo di Costanza. Dopo un pellegrinaggio a Roma e uno a Compostela, si portò a Parigi per gli studi superiori, terminati i quali ricevette l’ordinazione sacerdotale. Cominciò la sua attività pastorale come predicatore e anche in questo caso il successo fu clamoroso. Gli fu offerta la conduzione di una parrocchia ma egli lasciò l’incarico a un altro e continuò a fare il predicatore itinerante. Lo chiamavano dappertutto a visitare malati, a dirimere liti, a convertire cuori di pietra. Egli era solito utilizzare la notte per pregare, onde avere la giornata libera per attendere alla sua missione. La sua vita era molto austera e anche questo contribuì alla sua fama di sant’uomo. Nel 1257 si trovava a La Manche, ospite per una serie di prediche nel castello di Vauville. Qui si ammalò e morì. La padrona di casa, che aveva una mano paralizzata, toccò il suo corpo e immediatamente guarì. Fu il primo di una serie di miracoli che portarono molti pellegrini sulla sua tomba. Alla Rivoluzione francese, si dovettero nasconderne le reliquie per sottrarle alla profanazione.