«Tiella» e olive: Gaeta mette in campo le sue prelibatezze

Loredana Gelli

Preferita come luogo ideale di vacanze sin dal tempo dei romani che la sceglievano per le bellezze naturali, Gaeta vuole inaugurare la stagione estiva esaltando le proprie tipicità: la natura e la tradizione gastronomica.
L’occasione per tuffarci nella storia e nei sapori di questa perla del litorale laziale ce la offre «La tiella e l’oliva di Gaeta», una manifestazione a Denominazione Comunale di Origine, ideata per esaltare i piatti e i prodotti di questa terra.
Da questo pomeriggio a notte inoltrata assaggi ghiotti di pizza ripiena di pesce e verdure, la «tiella», appunto, offerta con il tipico approccio gustativo, a quarti, senza l’uso di posate, direttamente nei forni, aperti per l’occasione. Ancora delizie per il palato con le famose olive, le cozze, i pomodori spagnoletta e una varietà di altre prelibatezze che la ristorazione locale offre. Si narra che Ferdinando IV di Borbone fosse un grande estimatore della pizza imbottita, che conobbe frequentando gli abitanti del borgo marinaro. Secondo alcune fonti, anzi, fu proprio lui ad elaborare l’idea di un doppio strato circolare di pasta che caratterizza, appunto, la tiella e della scelta di diverse varietà di pesce, sempre di prima qualità, oltre alla scarola e al baccalà, ingredienti principali della ricetta originale. A dare un saggio della preparazione di questa specialità saranno le massaie che, proprio nelle vie e piazze dell’antico borgo marinaro, ne sveleranno i segreti della laboriosa preparazione con il supporto di musiche e filmati video d’epoca che illustreranno il percorso storico di questa tradizione popolare. Sarà disponibile anche il «caniscione», versione più piccola e fritta della tiella. Nei mercatini agricoli allestiti in via dell’Indipendenza, caratteristica per i suoi vicoli disposti a spina di pesce, direttamente dai produttori, potranno, inoltre, essere acquistate le «spagnolette», pomodorini dalla tipica forma a spicchio, ideali per i sughi ristretti, le puntarelle e le famose olive di Gaeta, un po’ amare e con sfumature acetiche da assaggiare nelle versioni in salamoia o, cosiddette «mosce», cioè essiccate e condite con olio e peperoncino. Per quest’ultime è in corso il riconoscimento per la Denominazione Geografica Protetta. Sono i Monti Aurunci a fare da cornice geografica al golfo di Gaeta come alle altre ridenti cittadine di Formia, Scauri e Minturno. Ma sono lo stupendo mare e le bellissime spiagge di queste zone ad essere, da sempre, al centro d’importanti eventi storici. Il golfo di Gaeta è già citato nell’Eneide per essere stato il luogo di sepoltura di «Caieta», la nutrice di Enea, da cui, poi, trasse il nome. Oltre al borgo marinaro, dominato dalla «Chiesa degli Scalzi» posta in cima ad una suggestiva scalinata, le spiagge e le calette che costeggiano tutta la via Flacca, di particolare interesse è, anche, la zona medievale, un vero e proprio museo a cielo aperto, ricco di chiese e palazzi dell’epoca.
Per completare l’itinerario storico-paesaggistico e monumentale di Gaeta vi consigliamo una passeggiata sulla collina del Monte Orlando, nello stupendo Parco Regionale che domina la spiaggia di Serapo.