Tiene il Pdl, perde il Pd. Boom di Lega e Idv

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Il Pdl si conferma primo partito in Italia con il 35,25%, ma indietreggia rispetto alle politiche. La Lega vola al 10,2%. Battuta d'arresto per il Pd (26,13%). Bene l'Idv: 8%. Udc al 6,51%. Delle altre liste nessuna supera il 4%. Affluenza in calo: ha votato il 67%, contro il 72,69% del 2004
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Roma - Mancano pochissime sezioni alla conclusione dello scrutinio del voto per le elezioni europee e, salvo piccoli aggiustamenti, resta sostanzialmente confermata la situazione che fin da subito dopo la chiusura dei seggi si era delineata. Il Pdl supera di qualche decimale il 35%, mentre il Pd si assesta a poco più del 26%. Vola la Lega Nord che supera il 10%, mentre l’Idv atterra all’8%. L’Udc conferma le proprie posizioni al 6,5%. Confermata l’esclusione di Prc-Pdc, Sinistra e Libertà, Lista Pannella-Bonino e Mpa-La destra. La lista che è andata più vicina alla soglia del 4% è stata quella di Rifondazione e Comunisti italiani, ma si è fermata al 3,3%. Tra le novità l’affermazione del Pdl come primo partito in regioni storicamente di sinistra come le Marche e l’Umbria. Per un punto percentuale non riesce intanto il sorpasso della Lega sul Pdl in Veneto. Singolare infine la situazione di Cosenza: dalla città calabrese non risultava, sul sito web del Viminale, alcuna sezione ancora scrutinata a quasi dieci ore dalla chiusura dei seggi.

Ripartizione dei seggi Ecco la ripartizione dei seggi italiani al parlamento europeo stimata dalla stessa istituzione sulla base delle adesioni nella precedente legislatura e della mancata dichiarazione da parte del Pd del gruppo cui apparterrà: Ppe (Pdl+Udc) 34 (29+5), Altri (Pd) 22, Uen (Lega) 9, Alde (Idv) 7.

Scende l'affluenza Alle 22, secondo il sito web del ministero dell’Interno dedicato al voto, per le Europee aveva votato il 67% contro il 72,69% della precedente elezione. Erano chiamati al voto oltre 49 milioni di italiani, mentre le elezioni amministrative interessano circa 35 milioni. Si consolida una tendenza al ribasso che non si è mai interrotta dalle prime elezioni dell’eurocamera, nel 1979. Si conferma il calo dei votanti a queste elezioni europee a livello di tutta l’Unione, e non si raggiunge nemmeno il 45% che si auspicava nelle istituzioni comunitarie.

Il voto all'Aquila Per le elezioni europee crolla l’affluenza alle urne nei seggi nel territorio del comune dell’Aquila, probabilmente soprattutto a causa dei disagi post terremoto: secondo i dati definitivi diffusi dal Viminale, alle 22 ha votato il 27,94% degli aventi diritto, in calo del 45,13%. Nel 2004, infatti, votò il 73,07%.