TINTO BRASS IMPARI DA «WILD SEX»

Non è certo la prima volta che un documentario ci mostra, con voyeurismo «a luci rosse» che si pensava circoscritto al mondo umano, l'attività sessuale degli animali. Ma Wild Sex (ogni mercoledì su National Geographic, ore 21) è un documento che si spinge ancora più in là della semplice osservazione di tali comportamenti riscontrabili in natura. È qualcosa di più scientificamente articolato e non manca di elementi provocatori, almeno rispetto a certi luoghi comuni. A seconda di come ci faccia comodo siamo soliti additare il mondo animale o come modello negativo di istintività bestiale da cui prendere le distanze usando il dono umano del raziocinio, oppure come paradigma virtuoso di un sano naturalismo, di una spontaneità e di un ordine che si richiamano alla retta via della «legge di natura» da cui gli esseri umani si starebbero progressivamente allontanando, in preda a continue devianze. Diremo subito che la visione di Wild Sex è sconsigliabile a chi è affezionato ai pregiudizi, o a chi vuole rimanere convinto che gli animali abbiano contatti sessuali solo per riprodursi. Il documentario ci mostra che non è così, che il piacere, la sua ricerca e la conseguente soddisfazione appartengono in modo massiccio al mondo animale. Tra i più assatanati non solo le scimmie e gli scimpanzè, che in quanto nostri antenati si poteva intuire non fossero degli stinchi di santo, ma una serie di «insospettabili» quali i serpenti, le lumache, i grilli, le lepri di mare (che in quanto ermafroditi si concedono addirittura delle orge) sino ad arrivare alla notizia - scandita dallo speaker con professionale distacco cronistico - che «persino i batteri fanno sesso sganciato dalla riproduzione». Il programma non piacerà nemmeno a quanti, di fronte all'omosessualità, sono soliti affermare che è «contro natura». Chi ha studiato i comportamenti animali ha riscontrato che un simile approccio è diffusissimo proprio in natura. Oltre 400 specie praticano l'omosessualità e tra i più impenitenti vi sono le giraffe, gli oranghi, gli scimpanzè, i leoni (che fanno sesso tra maschi almeno fino a quando non incontrano un branco misto). Notizie sconcertanti anche dal fronte della masturbazione, assai praticata senza apparenti cali di vista da molte specie tra cui iguane, delfini, leoni, trichechi, cervi. Più risaputa la notizia che in natura la monogamia è così rara da apparire una perversione. E tra i pochi monogami si contano taccole, gufi, antilopi e avvoltoi monaci, autentiche «bestie rare». Morale: 1) in natura esiste una varietà incredibile di comportamenti sessuali; 2) rispetto al regista di Wild Sex Tinto Brass sembra un dilettante.