Tiroide, serve la diagnosi precoce

In tutta Italia dal 12 al 16 maggio cento ospedali si sono mobilitati per combattere le malattie della tiroide. Si vuole favorire la diagnosi precoce e sviluppare la prevenzione. Specialisti hanno eseguito oltre 5mila visite gratuite e accertamenti diagnostici, in media dieci visite al giorno in ciascuna delle strutture coinvolte. L'iniziativa è stata promossa dall’Associazione delle Unità di endocrinochirurgia italiane, e dall'Associazione italiana della tiroide (Ait).
«Le visite e gli eventuali esami ecografici - spiega il professor Andrea Fabbri, cattedra a Roma all’università di Tor Vergata e primario di endocrinologia e diabetologia all’ospedale San Eugenio - contribuiranno a far emergere disturbi e malattie della ghiandola tiroidea che spesso non vengono riconosciuti poiché si manifestano senza sintomi, o con sintomi comuni ad altre patologie. Sarà possibile così formulare diagnosi precoci e prescrivere terapie mirate, farmacologiche o chirurgiche».
Le patologie della tiroide riguardano in Italia circa 6 milioni di persone, in maggioranza donne. Le apparecchiature diagnostiche sono sempre più sofisticate e consentono diagnosi tempestive. «L'ecografia con macchine sensibili - precisa il professor Fabbri – rileva noduli tiroidei spesso di piccole dimensioni in circa il 50% della popolazione, la stragrande maggioranza dei quali sono benigni. La terapia delle malattie della tiroide è medica, solo una piccola parte richiede l'intervento del chirurgo. Il trattamento dell'ipotiroidismo si basa sulla somministrazione di ormone tiroideo, mentre l'ipertiroidismo si affronta con farmaci che bloccano la sintesi degli ormoni tiroidei. Un altro trattamento efficace dell'ipertiroidismo è quello radiometabolico, che agisce grazie agli effetti lesivi delle radiazioni sulle cellule tiroidee. Quando il volume tiroideo è ridotto, con un singolo nodulo tiroideo inferiore a 3 centimetri di diametro, si possono usare tecniche mini-invasive, come ad esempio la Minimally invasive video-assisted thyroidectomy, che lascia una cicatrice di appena 1,5 centimetri. Un vantaggio estetico non trascurabile, se si considera che la maggioranza delle persone operate sono giovani donne».
Tra le cause di eccessiva attività della tiroide (ipertiroidismo) vi sono fatti infiammatori a carico della ghiandola o esagerate assunzioni farmacologiche di ormone tiroideo o ancora patologie tumorali extratiroidee. «All’origine dell’ipertiroidismo – precisa il professor Fabbri - vi possono essere anche il morbo di Basedow, il gozzo iperfunzionante, un adenoma tossico, le tiroiditi. Il paziente avverte tra i primi sintomi uno stato di nervosismo, di debolezza, l’intolleranza al caldo, la perdita di peso, tachicardia, l’aumento dell’appetito, tendenza alla diarrea, disturbi mestruali, iperattività, aumento della pressione arteriosa, cute calda liscia e sottile, tremori, disturbi del sonno». Quando gli ormoni tiroidei sono insufficienti si realizza una condizione clinica definita ipotiroidismo dovuta sovente all’evoluzione di tiroiditi autoimmuni (tiroidite di Hashimoto), all’esito di chirurgia demolitiva della tiroide, a terapia radiante, radio-iodio, a malattie metaboliche da accumulo.
«Sono sempre più frequenti – ricorda il professor Fabbri - le disfunzioni della tiroide durante la gravidanza che possono causare aborti spontanei ed in menopausa che si manifestano in due donne su tre, fortunatamente solo nel 2 per cento dei casi hanno potenzialità non benigne. In accordo con la regione Lazio un gruppo di lavoro di endocrinologi e medici di medicina generale ha messo a punto un percorso semplificato diagnostico del nodulo tiroideo. Anche sul fronte della terapia – aggiunge Fabbri - si stanno sperimentando nuovi farmaci che potranno essere disponibili tra due anni». I ricercatori di numerose società farmaceutiche, tra le quali l’italiana Sigma–Tau, sono impegnati nello studio dei meccanismi (angiogenesi) che bloccano lo sviluppo delle cellule cancerogene tiroidee. All’orizzonte vi sono nuove cure che possono offrire prospettive di indubbio interesse.