Tomás Sitjar Fortiá

Questo gesuita spagnolo nacque a Gerona nel 1866. Fu nel 1880 che entrò nella Compagnia di Gesù della provincia di Aragona. Fece il noviziato a Veruela e continuò gli studi. Proseguì con filosofia e scienze a Tortosa e nel 1890 venne mandato in Uruguay. Qui insegnò filosofia nel collegio gesuita di Montevideo. Nel 1897 rientrò in Spagna per gli studi teologici. Nel 1900 fu ordinato sacerdote e tre anni dopo pronunciò i voti definitivi. Nel 1929 venne eletto superiore della casa di Gandía, prima del Noviziato e poi della Residenza. In tale carica lo sorprese il decreto del regime repubblicano che sopprimeva la Compagnia di Gesù nel 1931. Fu costretto a chiedere ospitalità a una famiglia di benefattori, i Company Navarro. Dopo quasi un anno, però, mettendosi le cose al peggio, per non compromettere i suoi ospiti prese un appartamento in affitto. Nella notte del 25 luglio 1936 bussarono alla sua porta. Erano soldati, che fecero irruzione e lo malmenarono. A calci e spintoni fu portato in carcere. Aperta la porta della cella, ce lo buttarono dentro a pedate, insultandolo perché cristiano e riprendendo a pestarlo. A un certo punto era così malridotto che dovettero portarlo loro stessi in ospedale. Dopo le medicazioni lo ricondussero in galera e ce lo tennero fino all'alba del 19 agosto. Prelevarono lui ed altri prigionieri, dicendo loro che sarebbero stati rimessi in libertà. Li caricarono tutti su di un camion e li portarono all'uscita di Palma di Gandía, in una località chiamata Cruz Blanca distante circa sette chilometri dal carcere. Qui li fecero scendere e li fucilarono.