Tommaso da Firenze

Di cognome faceva Bellacci ed era fiorentino. Amava i bagordi e la vita debosciata. Ma un giorno se ne pentì e volle farsi religioso. Solo che, dati i suoi trascorsi, nessuno lo voleva. Lo accolsero i francescani dell'Osservanza a Fiesole. Questi, edificati dal suo comportamento esemplare, nel 1414 lo inviarono a Napoli a diffondere la riforma Osservante. Divenne famoso e il papa Martino V lo rimandò in Toscana a predicare, insieme al b. Antonio da Stroncone, contro i «fraticelli», francescani divenuti eretici per le loro idee radicali sulla povertà. Tommaso fondò diversi conventi, dei quali il generale dell'Ordine, s. Bernardino da Siena, gli diede la direzione. Tommaso risiedeva a Scarlino e qui lo raggiunse il comando di recarsi con alcuni confratelli in Etiopia. Lungo la via il gruppo fu catturato dai turchi ed evitò la messa a morte solo perché il papa Eugenio IV pagò un sostanzioso riscatto. Nel 1447 Tommaso cercò di raggiungere Roma per chiedere il permesso di tornare a predicare fra i musulmani, ma a Rieti si ammalò e morì. Sulla sua tomba cominciarono a fioccare i miracoli, tanto che si voleva canonizzarlo insieme a s. Bernardino da Siena, anch'egli morto da tempo. Solo che l'istruzione della causa di Tommaso da Firenze avrebbe finito col rallentare quella dell'ex generale dei francescani. Così, il celebre s. Giovanni da Capestrano si recò sulla tomba di Tommaso e gli ordinò di cessare coi miracoli fino a canonizzazione di Bernardino da Siena completata. Così, infatti, avvenne. Tommaso da Firenze viene invocato contro le malattie di qualunque genere.