Torna alla luce la necropoli romana

Oltre 200 sarcofagi perfettamente conservati e datati tra il primo e il quarto secolo d.C.

Nica Fiori

Prima dell’età cristiana i Romani seppellivano i loro morti fuori dell’abitato, lungo le strade consolari. Celebri sono alcune tombe monumentali che si sono conservate nel tempo, ma molte altre meno appariscenti giacciono sotto la città, in luoghi non sempre accessibili. La via Triumphalis, l’antica via dei trionfi che collegava Roma a Veio, ci ha restituito un’interessante necropoli che, dopo essere stata scavata, viene ora presentata ufficialmente in occasione del quinto centenario del Musei Vaticani. Si tratta di una scoperta avvenuta nel 2003 durante i lavori per la realizzazione del parcheggio di Santa Rosa all’interno della Città del Vaticano. L’importanza del ritrovamento è dovuta alla presenza di ben 250 tombe, che permettono di avere uno spaccato completo della società romana in epoca imperiale, dalle classi più agiate a quelle più umili. Questa scoperta si ricollega con altri ritrovamenti archeologici, come quelli già scavati in passato sotto all’Autoparco, all’edificio dell’Annona vaticana e accanto alla fontana della Galea, tutti relativi ad un’ampia area cimiteriale che si estendeva lungo le pendici della collina vaticana al lato della via. Lo scavo ha portato alla luce numerosi edifici sepolcrali e sepolture singole evidenziate da cippi, altari ed epigrafi. Nelle iscrizioni non mancano i riferimenti al mestiere del defunto, come nel caso di un archivista di Nerone e di un custode delle scene del teatro di Pompeo.
La maggior parte delle tombe si trovano in buono stato di conservazione e sono databili tra l’epoca di Augusto (31 a.C.-14 d.C.) e quella di Costantino (306-337 d.C.). Alcuni degli edifici presentano interessanti decorazioni parietali ad affresco e a stucco, pavimenti a mosaico e corredi sepolcrali in gran parte integri. Alcuni sepolcri sono di eccezionale bellezza, come la tomba cosiddetta dei sarcofagi, con un pavimento a mosaico bianco e nero raffigurante Dioniso ebbro, e un pavone affrescato all’interno di un arcosolio. Particolarmente suggestivi sono i colombari con le nicchie ad arco, entro cui sono collocate le piccole olle di terracotta contenenti le ceneri dei defunti, e una nicchia più grande per le offerte alle divinità. Un’ara marmorea con una testa di Gorgone e alcuni sarcofagi, come pure altri preziosi reperti di vetro e altri materiali, dopo essere stati restaurati sono stati ricollocati lungo il percorso, rendendo così l’area un vero e proprio museo. Uno dei sarcofagi, quello del giovane cavaliere Publius Caesilius Victorinus (270-290), presenta sulla sinistra la figura di un orante, frequente in ambito cristiano, ma l’iscrizione funeraria contiene l’invocazione agli Dei Mani, pertanto è difficile pensare che si trattasse realmente di un cristiano.
La nuova area archeologica potrà essere visitata facendone richiesta alla Direzione dei Musei Vaticani. Una guida della Necropoli della via Trionfale, a cura di Francesco Buranelli, è stata appena pubblicata dalle Edizioni De Luca.