Tour tra El Salvador e Honduras terre di Maya, vulcani e foreste

É uno stato piccolo piccolo «dove tutto si raggiunge in mezz'ora». Il più densamente popolato del Centroamerica. Un fazzoletto di terra, El Salvador, affacciato sul Pacifico e «abbracciato» al vicino Honduras, che svela in fretta i suoi gioielli. Il fascino straordinario e inquietante dei siti Maya, le atmosfere allegre delle «rute» che si snodano tra cittadine coloniali e piantagione di caffè. E le bellezze naturali, vulcani, laghi, foreste, cascate, sottolineate dall'antico nome indios «Cuscatlan».
San Salvador, metropoli da due milioni di abitanti, pressoché sconosciuta agli europei, è un mix disordinato di costruzioni moderne e quartieri poveri, chiese spagnoleggianti, mercatini chiassosi e pochi mall d'impronta nordamericana. Ovunque fanno capolino murales dai colori sgargianti. Nella Plaza Mayor si staglia la cattedrale del Divino Salvatore, tristemente nota perché sede apostolica del più celebre cittadino salvadoregno, monsignor Oscar Romero, assassinato dagli squadroni della morte il 24 marzo del 1980. La causa di beatificazione, dal 1997 al vaglio dell'apposita congregazione pontificia, è recentemente ripartita e dovrebbe giungere presto a conclusione.
Tutto, da allora, è rimasto immutato: la chiesa, la cappella, la casa di cura per malati terminali da lui fortemente voluta, la sua umile abitazione, accanto all'ospizio, oggi divenuta museo. Il «vescovo dei poveri» è considerato un eroe dalla sua gente, i campesinos di tutta l'America latina. Il pellegrinaggio alla cripta della cattedrale, dove riposa, è incessante ma discreto. Uomini, donne, tanti giovani pregano, sostano e si fanno fotografare accanto alla statua in bronzo - opera dello scultore italiano Paolo Borghi. E ripartono lieti, con la speranza negli occhi. I ricordi dei dodici anni di guerra civile sono vivi ma lontani. Dal 1992 è iniziato un lungo, lento processo di pacificazione di cui oggi si vedono i frutti. E l'onnipresente «policia de turismo» è il segno tangibile dello sforzo del Paese di aprirsi al mondo, garantendo la sicurezza dei siti d'interesse culturale.
Tra le varie «rute» turistiche ( www.visitcentroamerica.com) la più caratteristica è «la ruta de las flores», spettacolare perché passa attraverso la cordigliera di Apaneca Ilamatepec. Migliaia di fiori, freschi o tratteggiati sui muri, ornano piazze, chiese, cafeterie. Juayua invece è nota per i food festival. Si cucinano all'aperto migliaia di «pupusas», tortille di mais ripiene di formaggio, carne e fagioli, il piatto nazionale di cui i salvadoregni sono talmente golosi e gelosi da aver sostenuto addirittura una querelle internazionale con i vicini honduregni per la sua «primogenitura» (www.elsalvador.travel).
Meno di un'ora di volo e si atterra a San Pedro Sula, seconda città dell'Honduras, sulla sponda caraibica del Centroamerica. Entrare in Honduras è come tornare indietro nel tempo. S'incontrano paesaggi rurali, piantagioni di caffè, banane e tabacco (i «puri», sigari honduregni sono richiestissimi dal mercato internazionale), lunghe spiagge «cartolina», un tempo approdo dei pirati. Ma a levare il fiato sono le rovine di Copan, l'Atene dei Maya, immerse nel verde acido della foresta pluviale. Un'intera acropoli, che comprende palazzi, piazze, edifici e templi in pietra grigia. Su questi altari, elevati al cielo, ogni cinque anni si compivano sacrifici umani.
I Maya arrivarono dal Guatemala attorno al 426 a.C. e qui si fermarono. Copan fu il più meridionale dei loro insediamenti, una vivace città di 60mila abitanti, abbandonata poi, misteriosamente, intorno al 900 d.C. A guardia delle rovine ci sono soprattutto i grandi pappagalli rossi, simbolo dell'Honduras. Perché, nonostante il sito sia nelle liste Unesco, siamo in una delle poche zone del mondo pressoché vergini al turismo (www.letsgohonduras.com).
Il tour operator Vuela ha appena presentato un nuovo catalogo interamente dedicato al Centroamerica che propone itinerari inediti e tematici. I viaggi sono personalizzati, le quotazioni su richiesta. El Salvador sorprendente, 12 notti, da 2.005 euro e Honduras Tour ecologico, 8 notti da 1.780 euro (voli esclusi calcolati sulle migliori tariffe disponibili)(www.vuela.it). Un'altra interessante proposta arriva anche dal tour operator Brasil World: Centro America d'autore, 11 notti, a partire da 2.340 euro (www.qualitygroup.com).

Commenti

gabrielepoli

Mar, 23/09/2014 - 14:00

Articolo interessante e molto ben scritto. Ho visitato Copan ad ottobre 2013, durante un lungo viaggio via terra e con i mezzi pubblici da Ciudad de Mexico alla Costarica. Copan mi ha entusiasmato più di Palenque e Tikal, forse anche -proprio come scritto nell'articolo- per la quasi totale assenza di turisti: ho goduto il sito, fra piramidi, pappagalli e scimmie, senz'altra presenza umana. Indimenticabile.

gabrielepoli

Mar, 23/09/2014 - 14:03

Articolo interessante e molto ben scritto. Ho visitato Copan ad ottobre 2013, durante un lungo viaggio via terra e con i mezzi pubblici da Ciudad de Mexico alla Costarica. Copan mi ha entusiasmato più di Palenque e Tikal, forse anche -proprio come scritto nell'articolo- per la quasi totale assenza di turisti: ho goduto il sito, fra piramidi, pappagalli e scimmie, senz'altra presenza umana. Indimenticabile.