Traccia 2: ambito artistico-letterario

"I luoghi dell'anima nella tradizione artistico-letteraria". Con testi di Petrarca, Shakespeare, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Pascoli, Verga, Pasolini, Morante, Edgar Lee Masters, Chagall

Ma esiste ancora l'anima, questo accessorio un tempo considerato indispensabile, tanto da diventare la merce più pregiata? Il Diavolo, ad esempio, la pagava a suon di regni terreni. Anche se il dubbio è lecito, ammettiamo pure di sì, che esista ancora l'anima, quest'aristocratica, preziosa e schifiltosa compagna del corpo. Stando alla traccia del tema, esisterebbero, o sarebbero esistiti, luoghi in cui la famosa anima si ritempra, si ritrova, aspira all'altrettanto aristocratica eternità, ecc.ecc. In passato,sicuramente era così.

Quand'ero ragazzo(e non ho mille anni) uno di questi luoghi era per me, ad esempio, la sala 10-14 degli Uffizi, a Firenze, dove mi perdevo per ore a guardare "La Primavera" del Botticelli. Ci sono tornato due settimane fa. La sala era la stessa, lo stesso il quadro,mala mia anima si è depressa per il continuo vociare e deambulare di una massa di turisti più perniciosa degli zombi di un film di Romero. Mi sono chiesto se la bellezza non sia qualcosa di limitato, nel senso che non può reggere più di tanti sguardi, più di tot scatti fotografici e "Wow!" a bocca spalancata. L'anima è asociale, non tollera compagnia. Per questo si sta estinguendo.

Luoghi dell'anima in senso classico, forse non esistono più. Sono spenti gli occhi che li rendevano belli, mute le bocche che li cantavano. Impolverati e secchi i cuori che li amavano. Quanto all'immagine proposta per il tema, "Il violinista sul tetto", mai scelta fu più sinistramente appropriata. Il ghetto di Vitebsk, "luogo dell'anima per eccellenza per Chagall", fu liquidato dalle Ss l'8 ottobre 1941. Vennero uccisi 16 mila ebrei: uomini, donne, bambini. Quel violinista è cenere, ombra di fumo sopra un tetto crollato. Immagino che le Ss, dopo il massacro, abbiano avuto ciascuno un "luogo dell'anima" in cui ritemprarsi: una valle alpina, il ricordo di un amore. Lo scherzo K522 di Mozart.

Così anche ai nostri tempi abbondano i nuovi luoghi dell'anima: quelli da cui si può distogliere lo sguardo dai massacri, dal degrado, dal cupio dissolvi collettivo. Gli odierni luoghi dell'anima, quelli che fanno sognare e sperare le masse in qualcosa di più della realtà, sono i paradisi virtuali di Second Life, o le pubblicità delle agenzie turistiche, dove foto abilmente studiate vi promettono sole e buon cibo, spiagge incontaminate, stanze grandi il doppio di quanto siano in realtà. L'anima vive dipromesse, non importa se grandi o piccole. Poi la realtà è "catrameecemento", è una periferia globale più triste dell'oltretomba mesopotamico, è fumo d'immondizia e di schede elettorali. Altro che "chiare,frescheedolciacque..." E allora ci si chiede se dare a un ragazzo italiano di oggi un tema sui luoghi dell'anima non sia un atto crudele come assegnare un tema di gastronomia a un affamato del Darfur.