Tre gemelli operati al Bambino Gesù: un caso senza precedenti nella medicina

I piccoli, di appena tre mesi, sono nati con una grave deformità a entrambi i piedi. L'intervento è stato effettuato con una tecnica mininvasiva che ha dato risultati sorprendenti

Risolto con successo un caso clinico che non ha riscontro nella letteratura scientifica mondiale. Tre gemelli, di quasi quattro mesi, tutti nati con una deformità di grave entità a entrambi i piedi, sono stati operati presso l'ospedale pediatrico Bambino Gesù. Gli specialisti del nosocomio si sono serviti di una tecnica mininvasiva, che ha dato risultati sorprendenti. I piccoli, infatti, avevano una malformazione scheletrica, conosciuta con il nome di «piede torto congenito». Si tratta di una patologia frequente, che colpisce 2-3 bambini su mille e nel 50 per cento dei casi è presente in entrambi gli arti e, nel complesso, ha una prevalenza nei maschi doppia rispetto alle femmine.«I tre gemelli, tanto simili tra loro che gli stessi genitori faticano a distinguerli - spiega il dottor Marco Magheri, responsabile della comunicazione del Bambino Gesù - sono stati trattati secondo la "metodica di Ponseti" che riduce drasticamente la percentuale di invasività chirurgica». La tecnica terapeutica adoperata è di prassi nell'ospedale pediatrico capitolino. Ogni anno, infatti, viene organizzata una festa all'aperto alla quale partecipano i bambini curati e le loro famiglie, con giochi campestri, partite di calcio e corse, alla quale vengono invitate anche le gestanti ai cui figli è stato diagnosticato, già in fase prenatale, il piede torto congenito. Un incontro per rassicurarle sul successo della terapia mininvasiva, e il prossimo appuntamento è previsto per domenica 24 maggio. I medici spiegano che la causa della deformità non è chiara, anche se nei casi più seri si ritiene verosimile una predisposizione genetica, confermata peraltro da questa circostanza specifica di fronte alla quale si sono trovati gli esperti del Bambino Gesù. Incontra sempre più dubbi, invece, l'ipotesi di malposizione uterina e di scarsità di liquido amniotico. Ma al di là delle spiegazioni scientifiche c'è una certezza: i gemellini, grazie alle cure finora ricevute e alla appropriata riabilitazione, non subiranno alcun ritardo nell'apprendere a camminare e potranno scorrazzare senza difficoltà come tutti gli altri bambini. E possono tornare tranquillamente a casa, insieme ai loro genitori.