La Treccani riparte ma scivola su «Cilindro» Montanelli

Nacque come battuta in redazione, crebbe come leggenda intellettual-metropolitana e ora... rischia di morire come topica nientemeno che sul Dizionario Biografico degli Italiani edito dalla paludatissima Treccani. Stiamo parlano del nome del fondatore di questo Giornale, Montanelli.
Andò così: Gianfranco Piazzesi, fiorentino come lui e da lui omaggiato del soprannome «chiorba», vale a dire «testa grossa», un giorno forse di luna storta pensò bene di rispondere pan per focaccia e così coniò «Cilindro». Suonò bene, elegante ma surreale, irridente ma con una sfumatura di ossequio. Così il tam tam fece il suo corso, e Cilindro divenne l’alter ego mondano dell’autentico Indro. Ebbene, non ci crederete, ma il Dizionario di cui sopra, proprio così vorrebbe chiamarlo: «Cilindro Montanelli». Lo si desume dal lemmario delle voci mancanti da ieri finalmente a disposizione su internet al sito www.treccani.it. Da Mis a Z c’è ancora molto da lavorare, ha pensato il presidente Giuliano Amato, e allora, perché non chiedere una mano da fuori? Detto fatto: gli studiosi sono caldamente invitati a prendere visione dell’elenco e potranno «candidarsi» per la stesura di una voce. L’assegnazione finale, nel caso più persone volessero «adottare» lo stesso personaggio, tocca alla redazione che definirà anche lunghezza dell’articolo e tempi di consegna.
Ma ci sarà qualcuno interessato ad adottare un Cilindro come se fosse un panda gigante o una foca monaca? Ne dubitiamo fortemente. Tanto più che, volendo andare sull’esotico, l’anagrafe offrirebbe di meglio. Infatti il Nostro non fu registrato soltanto come Indro e come Alessandro e come Raffaello (all’epoca - chissà se ancora oggi - era obbligatorio indicare almeno un nome presente nel calendario dei santi), ma anche... udite udite... Schizogeno. Caso più unico che raro di nomen omen, in effetti, perché Schizogeno significa «generatore di divisioni» e tutti sanno quanto Montanelli fosse uno che spaccava l’opinione pubblica: o con lui o contro di lui (anche se, nello specifico, quel nome che sembra rubato a un writer imbrattamuri o a un capo ultrà ebbe origine dalle divisioni dei familiari su come chiamare il pargolo, nell’aprile del 1909).
Il Dizionario Biografico degli Italiani nacque nel 1960, l’anno in cui Montanelli scrisse il dramma teatrale I sogni muoiono all’alba. Però il sogno «made in Treccani» di catalogare tutti gli italiani celebri dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente a oggi (un «oggi» che si sposta sempre verso un «domani»...) non è ancora morto, per fortuna.
Ma, come tutto ciò che è italiano, deve fare i conti con i tempi biblici delle grandi opere. Quando poi ci si mettono una carente organizzazione, i fondi via via assottigliatisi e addirittura il rischio di chiudere baracca, l’impresa assume i contorni da Odissea. Il «call for paper», l’«adotta una voce» darà buoni frutti o appesantirà ulteriormente il pachiderma? Ai posteri che leggeranno il Dizionario l’ardua sentenza.