Turismo mondiale, viaggi "indipendenti" e luxury: come cambiano i trend

Il Congresso annuale del Turismo di Bit ha analizzato gli scenari internazionali: i fenomeni dei millennial e degli ex baby boomers che dettano le regole. Il ruolo dei social media: il 56% degli utenti Facebook ha le vacanze fra i temi principali di condivisione.

"Nei mercati emergenti si segnala il passaggio dai viaggi organizzati a quelli indipendenti. È così ormai per il 75% dei cinesi, ad esempio (+5% nel 2013), con lo shopping safari come una delle motivazioni prevalenti e con una crescente capacità di spesa”. Chris Fair, presidente di Resonance Consulting, realtà internazionale specializzata nel destination marketing, ha presentato il 2015 Tourism and Travel Trends Report, una ricerca su alcuni tra i più interessanti trend del prossimo futuro. Per quest’anno, ha spiegato Fair, l’Unwto prevede una crescita del 3-4% nel turismo mondiale e si tratta di un fenomeno che, nel lungo termine, porterà a raggiungere i 2 miliardi i viaggiatori internazionali.

È stata la giornata dei trend del futuro quella di ieri a Bit2015, aperta in fieramilano a Rho fino sabato 14 febbraio. Che sono stati presetati e discussi al primo Congresso Annuale del Turismo a cui hanno partecipato alcuni tra i maggiori esperti internazionali del settore, moderati dall’editorialista de La Stampa Gianni Riotta.

“I segnali di crescita nei mercati a Bit2015 si riflettono nel match making tra operatori che, con la nuova agenda di incontri prefissati allo stand, sta dando risultati soddisfacenti – ha commentato Enrico Pazzali, ad di Fiera Milano –. E per Bit innovare significa, oltre che rafforzare il ruolo di piattaforma di business, anche porsi come centro di conoscenza da trasferire agli operatori, con indicazioni come quelle che emergono dagli esperti di oggi. All’Italia serve un’accelerazione per sfidare il futuro e la conoscenza è il vantaggio competitivo su cui può contare questo Paese”.

E Chris Fair ha spiegato quali sono i fattori trainanti delle nuove tendenze internazionali. A livello generazionale sono i millennials (fra i 18 e i 34 anni) che dettano le regole: 1,8 miliardi di persone che, spiega nella ricerca, hanno come motivazioni di viaggio principali la voglia di sperimentare lo stile di vita di altri paesi e di accrescere le conoscenze e che, spesso, sono più giovani famiglie che single. Irrinunciabile per loro la connettività web ovunque e centrale la condivisione social: il 57% posta contenuti giornalmente mentre è in vacanza. Sempre più spesso, però, bisognerà tenere conto anche delle “pantere grigie”, gli ex baby boomers (da 65 anni in su) che, nelle economie avanzate, non rinunciano a viaggiare e che possono aver bisogno di attenzioni particolari in termini di accessibilità e mobilità.

Tra le modalità di viaggio si segnala la sharing economy che però non sta affatto "cannibalizzando" l’ospitalità classica: se il 40% dei millennials l’ha utilizzata saltuariamente, il 58% continua comunque a preferire l’hotel tradizionale. Cresce anche il Bleisure, l’abbinamento di alcuni giorni di relax a un viaggio business (il 94% dei viaggiatori più giovani). Di grande rilievo anche il luxury che, con la globalizzazione delle classi medio-alte, assume dimensioni rilevanti pur restando nicchia. Sono 35 milioni circa i plurimilionari nel mondo e, come risulta dall’indagine, cercano soprattutto esperienze uniche in luoghi fuori dal comune.

"Sono tendenze che vediamo confermate anche fra i lettori del nostro blog – ha detto William Ridgers, che cura il travel blog di The Economist –. In particolare il crescente orientamento verso la tecnologia e il mondo social e una sempre maggiore richiesta di servizi particolari e personalizzati e destinazioni fuori dai percorsi più battuti".

Social al centro, naturalmente, anche della ricerca presentata da Sylvain Querné, head of marketing, Southern Europe di Facebook: “La socialità attraverso il mobile ormai non è più un trend ma una realtà. Sono 7,6 miliardi le Sim attive nel mondo e 3,6 miliardi di persone sono online ogni giorno, 600 mila in più al giorno". L’indagine ha rilevato che il 56% degli utenti Facebook pone viaggi e vacanze tra i temi di maggiore interesse nei post e il 76% lo utilizza per avere notizie sulle vacanze degli amici. Interessante il fatto che l’uso dei social accompagna tutto il processo del viaggio: non solo la fruizione finale, dall’ispirazione iniziale alla conversione in prenotazione o biglietto fino alla redemption, sotto forma di commenti e condivisione.

Ancora focus sul lusso, visto in particolare come grande opportunità per l’Italia, nella ricerca di Think with Bit, l’Osservatorio di Bit, realizzata da Emilio Becheri, direttore di Mercury Turistica. Lo studio evidenzia che il lusso è diventato soprattutto una modalità di fruizione del viaggio (ad esempio con servizi molto personalizzati e alto di gamma) che si articola in un 19% circa di luxury vero e proprio (tra extra, intermediate e accessibile) e un 34% della fascia medio-alta, che diventeranno rispettivamente quasi 20% e più di 35% del totale viaggi nel 2020. Il lusso made in Italy attira soprattutto cinesi, russi e atri paesi Brics, coreani e mediorientali, ma anche tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi e svedesi. Nel lusso, i turisti stranieri rappresentano il 69,4% del totale contro il 34-38% dei segmenti più bassi. Su cosa puntare? Sostanza, qualità e bello: “La Grande Bellezza”, insomma, si conferma la chiave per affermare nel mondo il prodotto Italia e la sua unicità.