Un treno a vapore per ricordare Giovanni Pascoli

Viaggio celebrativo tra La Spezia a Castelvecchio nel centenario della morte del poeta, tra cortei in costume, reading e festa di piazza

Un vecchio treno a vapore. Una strada ferrata che lambisce alcuni degli scenari più pittoreschi dell'Italia di provincia. Un'occasione di festa. Un poeta. E ovviamente una ricorrenza. Per celebrare il centenario della morte di Giovanni Pascoli (spentosi a Bologna il 6 aprile del 1912), infatti, domenica 15 aprile un treno a vapore partirà dalla stazione di La Spezia alla volta di Barga (Lucca), dove è in programma una festa di piazza dedicata alla Poesia e a uno dei più celebri autori italiani. Il vecchio trenino lascerà La Spezia alle 8 di mattina e condurrà i suoi passeggeri (informazioni e prenotazioni allo 0187-751563) prima a Massa (ore 8,28), poi a Viareggio (8,40), quindi a Lucca (9,00), prima di finire il suo viaggio a Castelvecchio, dove Pascoli ha lungamente vissuto e dove è sepolto insieme con la sorella Mariù. Qui si terrà infine una festa con figuranti in costume a ricreare l'atmosfera di fine Ottocento, mentre una mostra all'interno della Casa Museo sfoggerà gli autografi delle più importanti poesie contenute nella prima edizione de «I canti di Castelvecchio». Sempre la casa-museo ospiterà quindi un reading poetico con Alba Donati e Paolo Iacuzzi che racconteranno Pascoli con dieci parole chiave.
Le tappe del viaggio ferroviario scandiscono alcune delle più significative tappe di un autore che ha vissuto praticamente da nomade lungo tutto lo Stivale per seguire prima i suoi studi e poi per ricoprire incarichi presso istituti liceali prima, e universitari poi. Prima gli studi a Bologna, Firenze e Cesena. Poi i primi incarichi a Matera, a Massa e a Livorno. Quindi il lavoro ministeriale a Roma e le cattedre di filologia classica a Messina, Bologna e Pisa.
Le quattro tappe scelte dal viaggio ferroviario di domenica coprono alcuni momenti molto significativi dell'«artista» Pascoli. Nel capoluogo ligure, infatti, Pascoli collaborò con il musicista Carlo Alfredo Mussinelli, autore del «Sogno di Rosetta», unico libretto scritto dal poeta. Sempre a la Spezia si trasferì uno dei migliori amici del Pascoli, Severino Ferrari, docente e poi preside del liceo classico Lorenzo Costa. A Massa nel 1885 Giovanni, a seguto dell'incarico al liceo Pellegrino Rossi, ricostruì il nido con le amate sorelle Mariù e Ida.
In Versilia furono numerose le occasioni di svago, sia durante gli anni passati nella città apuana, che in quelli trascorsi a Livorno. E fu proprio Pietrasanta a conferirgli la cittadinanza onoraria nel 1907, a seguito dell'orazione funebre che Pascoli tenne per il maestro Giosuè Carducci (che negli anni della sua formazione bolognese era a capo della commissione università che gli rilasciò una borsa di studio). A Lucca infine il poeta intrattenne relazioni importanti con Alfredo Caselli (proprietario dell'omonimo bar di via Fillungo), amico di una vita e con Giacomo Puccini che frequentò in diverse occasioni anche la casa di Castelvecchio.