Il Trentino costruisce la pace ricordando la Grande Guerra

Sono poche le regioni italiane che, come il Trentino, hanno vissuto sulla propria pelle la Prima Guerra mondiale. Ed è qui, su questo territorio ricco di testimonianze, tra gli 80 forti, i 19 musei dedicati e le centinaia di chilometri di mulattiere e trinceramenti che ne fanno un patrimonio storico unico e straordinario, che si celebra il centenario in grande stile.
Ancora oggi i trentini la chiamano «la nostra guerra», perché il conflitto scoppiato nel 1914 ha visto il coinvolgimento totale della gente di tutte le vallate e provocato trasformazioni profonde nel paesaggio, senza tralasciare le conseguenze politiche e istituzionali. Il Trentino, all'epoca regione austro-ungarica, entra in guerra nell'agosto del 1914: i suoi uomini sono mandati a combattere sul fronte russo, ma con l'entrata in guerra dell'Italia, dal maggio 1915, le battaglie investono direttamente il territorio.
In quel momento la popolazione si trova davanti a un bivio: essere fedele all'imperatore o rispondere al sentimento nazionale.
Oggi ricordare quei fatti, ripercorrere i sentieri tracciati dagli eserciti, entrare all'interno dei forti, leggere gli scritti e guardare le foto e i mille oggetti esposti nei musei, fa del Trentino non solo un crocevia della storia ma anche una terra che più di ogni altra è impegnata a consolidare lo spirito di pace.
La regione è attraversata dal Sentiero della Pace, un percorso escursionistico che si snoda per oltre 500 chilometri dallo Stelvio alla Marmolada; di questi circa 350 toccano gran parte dei siti lungo la linea del fronte trentina.
Rovereto, capoluogo della Vallagarina, sorge proprio a metà del Sentiero ed è un po' il fulcro delle celebrazioni del centenario. Molti ricordi sono custoditi nelle sale del Museo Storico italiano della Guerra (www.museodellaguerra.it) una delle più grandi istituzioni sul conflitto che ha sede all'interno del castello della città.
Sul colle di Miravalle c'è la Maria Dolens, detta anche Campana della Pace, che tutti i giorni con i suoi cento rintocchi ricorda i caduti di tutte le guerre del mondo. Realizzata col bronzo dei cannoni di tutte le nazioni partecipanti al conflitto, la campana è alta 3 metri e mezzo e pesante oltre 220 quintali. Un'emozione assistere al suo movimento, ascoltarne il suono e, contemporaneamente, ammirare il panorama che si gode dal colle. Dal 15 giugno al 15 settembre suona alle 21,30 ed è possibile visitare il sito (www.fondazioneoperacampana.it; tel. 0464.434412).
Escursioni, trincee, avamposti e forti: non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tutti i siti sono facili da raggiungere attraverso itinerari di grande valenza naturalistica (info sul sito www.trentinograndeguerra.it). E se oggi questi «documenti storici» sono comodamente visitabili da tutti, lo si deve all'immenso lavoro del Gruppo di alpini locali che, con la collaborazione di volontari e associazioni, si sono dedicati al recupero di sentieri, mulattiere, trincee, camminamenti, postazioni e manufatti.
Il Trentino è pronto a celebrare la ricorrenza con un fitto calendario di iniziative atte a promuovere e rinsaldare i valori di fratellanza e di dialogo tra i Paesi. Quest'anno, una delle sezioni più significative del festival «I suoni delle Dolomiti», appuntamento musicale che anima le vette trentine nei mesi di luglio e agosto, sarà «Dolomiti di Pace», dove a far da sfondo ai concerti saranno gli scenari in cui ebbe luogo la Grande Guerra. A Trento il 28 luglio presso «Le Gallerie», il nuovo spazio museale ricavato da due ex tunnel stradali, prenderà il via «La Grande Guerra sul grande schermo»: rassegna dedicata al cinema che nei cento anni ha esaltato, documentato, criticato e narrato le vicende di guerra. Il 4 ottobre al Mart, il museo di arte contemporanea di Rovereto, si inaugurerà la mostra «La guerra che verrà non è la prima», che si propone di illustrare come il conflitto mondiale abbia contagiato la cultura e la società di allora influenzando anche quella di oggi.
Informazioni su soggiorni, servizi, offerte e altre attività, www.visittrentino.it.
La Grande Guerra ha sicuramente lasciato profonde ferite nel territorio ma, con gli anni, la potenza della natura è riuscita a guarirle, rendendo le montagne trentine tra i luoghi più spettacolari dove trascorrere una vacanza.