La tribù dei viaggiatori fifoni

All'avventura ma non troppo: sette italiani su dieci sono frenati dalla fobia di insetti, malattie, catastrofi e contatto con la gente. Nonostante il panico aumentano le prenotazioni per voli in paracadute, safari e vulcani attivi

Sognano di attraversare il deserto australiano, di immergersi nelle acque cristalline della Thailandia, di scoprire le meraviglie della foresta amazzonica e di arrampicarsi sulle Ande. Ma dopo aver prenotato il viaggio sempre più italiani cadono in preda al panico. Al terrore di salire su un aereo, di subire qualche disavventura, di incontrare animali e insetti sconosciuti e di contrarre infezioni e malattie.

Le paure connesse alle vacanze sono in continuo aumento. E così mentre sale la quota di connazionali attratti da mete esotiche e avventurose, si moltiplicano le fobie. Secondo una recente indagine condotta da Doxa per Rentokil, sette italiani su dieci sono preoccupati dagli incontri ravvicinati con specie considerate «aliene» durante le vacanze: il 32 per cento dichiara un livello di preoccupazione molto alto, il 38 per cento che si dice abbastanza allertato. A essere più sensibili e ansiose sono le donne (72 per cento), ma anche gli uomini non sono affatto immuni dall'angoscia da insetto: il 67 per cento teme di imbattersi in qualche animale sconosciuto e pericoloso.

«Siamo di fronte a un boom di partenze alla volta di mete esotiche conferma Alberto Yates, regional manager di Booking.com - Proprio questa estate stiamo assistendo a una crescita delle vacanze cosiddette esperienziali o comunque alternative. L'80 per cento dei viaggiatori è interessato a vivere un'esperienza unica e personale. Per esempio a vivere a contatto diretto con la natura, a scoprire spiagge remote, a incontrare animali esotici nella savana o a fare snorkeling. I pericoli non mancano, ma generalmente le strutture ricettive fanno in modo che i clienti siano informati e messi al sicuro».

Il trend è in continua crescita, soprattutto nella generazione dei Millenials, perché oggi chi parte vuole immergersi nella cultura e nelle tradizioni dei luoghi, vedere gli ultimi paradisi rimasti incontaminati e ammirare gli animali nel proprio habitat. Ma questo interesse per la natura e i territori si scontra sempre più spesso con l'ansia che qualcosa possa andare storto. Sette italiani su dieci, per esempio, hanno terrore di volare.

Da un sondaggio realizzato da Eurodap (associazione europea disturbi da attacchi di panico) emerge che chi prende un aereo teme di perdere il controllo e di essere coinvolto in un attentato terroristico, e così quando può opta per treni, auto e navi.

MALEDETTI INSETTI

E poi ci sono gli insetti meno conosciuti alle nostre latitudini, ma molto diffusi nelle mete dei sogni. Ragni, scorpioni, scarafaggi. Ma soprattutto specie esotiche di zanzare e cimici, portatrici di patologie come febbre gialla, dengue, malattia di chagas, virus zika e malaria. Prima di partire sette viaggiatori su dieci si dicono molto preoccupati. Del resto, l'Organizzazione mondiale della sanità stima fra 50 e 100 milioni di infezioni all'anno per la sola febbre dengue; fra questi, la maggior parte dei casi riscontrati ha sofferto di lievi malori, mentre circa il 5 per cento ha sviluppato una malattia grave con febbre improvvisa. «Il principale problema mondiale rimane quello causato da un piccolo organismo formato da una sola cellula che si chiama plasmodio e che causa la malaria - spiega Maurizio Casiraghi, docente di Zoologia all'università Milano-Bicocca -. Il vettore che porta a noi questa malattia sono alcune specie di zanzara. Questi insetti sono portatori anche di altre patologie. Soprattutto zika, chikungunya, febbri emorragiche e febbre gialla. In alcune parti del mondo (Sudamerica, Africa, Sud Est asiatico) le zanzare possono essere vettori anche di piccoli animali, come le filarie, che possono portare a patologie come l'elefantiasi e la cecità dei fiumi». Eppure, nonostante il panico, ai viaggiatori italiani l'avventura piace sempre di più. Proprio questo comparto sta crescendo in modo esponenziale. Secondo un recente sondaggio pubblicato da YouGov, il 72 per cento degli italiani intervistati vorrebbe vivere un'avventura fuori dagli schemi: fare un safari, dormire in un igloo, visitare un vulcano attivo. Fra gli under 25 sono molto gettonati anche paracadutismo e bungee jumping.

ADDIO ALL INCLUSIVE

Contemporaneamente sta crescendo la passione per i cammini, da quello famosissimo di Santiago, in Spagna, a quelli presenti nel nostro Paese. Così come per il glamping, cioè i campeggi di lusso. Passioni che dimostrano come le vacanze all'insegna del relax e dell'all inclusive stiano progressivamente lasciando il passo a esperienze nuove e più coinvolgenti. Che però portano con loro inevitabili ansie e paure. «Il viaggio è legato a parecchie fobie connesse ai mezzi di trasporto e a ciò che si può incontrare nelle destinazioni di arrivo. A preoccupare sono soprattutto infezioni, animali esotici, insetti e i cosiddetti insetti da letto, che comportano la paura di dormire fuori casa» conferma Gianluca Castelnuovo, docente di Psicologia clinica all'università Cattolica di Milano e ricercatore e clinico presso dell'Istituto auxologico italiano, ospedale San Giuseppe di Verbania. «Naturalmente c'è anche il terrore di essere vittima di brutte sorprese durante le vacanze, per esempio di subire furti o rapine».

Ma come fa lo spirito di avventura a convivere con le fobie? In realtà la contraddizione è solo apparente. «Nell'essere umano esiste sia il desiderio di scoperta e avventura, soprattutto in chi ha profili di personalità più orientati a conoscere le novità e a stancarsi delle cose note e ripetitive, sia l'atavica paura dell'ignoto e dell'incontrollabile come gli insetti prosegue l'esperto -. È importante che ognuno sappia trovare il proprio equilibrio personale fra queste due spinte, trovando soddisfazione fra mete esotiche e situazioni più ordinarie, senza doversi uniformare a standard imposti da mode o trend del momento». Solo così la vacanza dei sogni non si trasforma in un incubo.

COME CAVARSELA

Naturalmente esistono delle strategie per tenere l'ansia sotto controllo, godendosi ogni momento del viaggio. Anche quello in cui un animale mai visto prima fa capolino. «È sempre consigliabile intraprendere un percorso prima di partire va avanti Castelnuovo -. Una volta giunti a destinazione, è opportuno lavorare sulle tentate soluzioni (per esempio evitando di non fare una determinata cosa o di chiedere continuamente aiuto), chiedersi come potremmo peggiorare la nostra situazione (a volte prospettando il peggio emergono le migliori soluzioni al problema), annotare le sensazioni e pensieri nei momenti più critici, prefigurarsi gli scenari peggiori che potrebbero capitare esorcizzando le emozioni negative connesse (quasi una sorta di vaccino psicologico preparatorio), entrare in contatto gradualmente con gli insetti o gli animali temuti partendo dal conoscerli su un manuale fino ad arrivare a stare loro vicini osservandoli incuriositi come novelli esploratori». La stessa cosa vale quando si parte in compagnia dei bambini: «In loro va sviluppato il senso di scoperta, anche nei confronti di specie sconosciute conclude l'esperto -. Avere con loro un atteggiamento di curiosità congiunta, senza esprimere reazioni emotive negative eccessive, può evitare di trasmettere loro paure non necessarie».