Trichet smentisce la sinistra che vuole il caos: "Le lettere all'Italia? Le inviamo a tutti i paesi"

Il presidente della Bce precisa che quella di inviare messaggi ai Paesi europei è una prassi consolidata. Poi lancia l'appello all'Eurozona: "Accelerare le decisioni prese il 21 luglio scorso al vertice della Grecia". Poi invita l'Italia a velocizzare il risanamento dei conti pubblici

Parigi - "Noi mandiamo di continuo messaggi per tutti i paesi europei". Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet ha risposto così a Europe 1 sulla lettera che l’Eurotower ha inviato all’esecutivo italiano e su cui l'opposizione ha cercato di speculare politicamente, ipotizzando chissà quale richiamo o imposizione da parte dell'istituto. "Siamo molto chiari su questo tema, lo siamo sempre stati - ha aggiunto Trichet - in passato abbiamo avuto dei conflitti importanti: per esempio nel 2004 e nel 2005 abbiamo avuto un conflitto sul patto di stabilità e di crescita che è stato gravemente minacciato e noi abbiamo spiegato che era inammissibile che un’area con una moneta unica mettesse in discussione un elemento fondamentale per il buon funzionamento dell’unione monetaria".

Non cambia la strategia della Bce Insomma, niente di straordinario. Trichet ha poi spiegato che "l’acquisto di titoli di stato italiani e spagnoli non cambia la strategia della Bce, ma consente soltanto di aiutare la trasmissione delle decisioni di politica monetaria il cui obiettivo è assicurare la stabilità dei prezzi". Trichet non ha voluto rivelare l’entità degli acquisti di bond, ma ha precisato che non ci saranno acquisti in fase di collocamento: "siamo sul mercato secondario, la Bce non acquisterà bond direttamente dagli Stati membri, non è quello che dovremmo fare né quello che faremo".

L'appello all'Eurozona Infine un appello ai governi: "quello che noi ci attendiamo è che i governi facciano quello che consideriamo essere il loro lavoro, all’altezza delle loro responsabilità. Abbiamo chiesto in modo estremamente chiaro nei giorni scorso al Governo italiano di prendere un certo numero di decisioni che sono state prese e di accelerare in particolare il ritorno ad una situazione di bilancio normale. Abbiamo chiesto ai 17 paesi dell’area dell’euro di accelerare le decisioni che hanno preso il 21 luglio" in occasione del vertice sulla Grecia e "abbiamo chiesto di creare il più rapidamente possibile il Fondo di stabilizzazione finanziario che potrà intervenire anche lui sul mercato secondario il più rapidamente possibile".