Trionfo di Depp e Day Lewis. Ma la sorpresa è Julie Christie

L’attrice vince i Golden Globe ben 42 anni dopo la prima candidatura. Premi a Schnabel e a Ratatouille

Los Angeles - Non c’erano il tappeto rosso, le tavolate piene di attori e registi, i divi che saltellano da un tavolo all’altro per salutare amici e colleghi, i discorsi di ringraziamento spesso ispirati dallo champagne che cola a fiumi, ma anche quest’anno i vincitori dei Golden Globe sono stati annunciati, seppure in scarna versione conferenza stampa. Come ricorderete, la serata di gala era stata annullata dopo che gli attori avevano annunciato che, in segno di solidarietà con gli sceneggiatori in sciopero che avevano promesso manifestazioni attorno all'hotel dove si svolge la cerimonia, non avrebbero partecipato alla serata.

I Golden Globe sono considerati i più importanti indicatori degli Oscar, e sorvolando i nomi dei vincitori risulta chiaro che quest'anno non è dominato da un film-fenomeno da battere ad ogni costo, visto che i premi sono stati equamente distribuiti tra più titoli.

Miglior film drammatico è risultato Atonement (Espiazione) di Joe Wright, che aveva ricevuto il maggior numero di nomination - sette - ma che si porta a casa solo due premi, il secondo per la colonna sonora composta dall’italiano Dario Marianelli. Il Golden Globe per la miglior commedia o musical è andato a Sweeney Todd di Tim Burton, e l'associazione della stampa estera ha consacrato il protagonista Johnny Depp come miglior attore in questa categoria - la sua prima vittoria dopo sette candidature. In campo femminile il premio è stato vinto dall'attrice francese Marion Cotillard per la sua interpretazione di Edith Piaf ne La Vie en Rose. La Cotillard ha avuto la meglio su Helena Bonham Carter (Sweeney Todd) e sulle giovani attrici emergenti Ellen Page (Juno), Nikki Blonsky (Hairspray) e Amy Adams (Enchanted).

I premi per i migliori attori drammatici sono andati a Daniel Day Lewis per il suo ruolo intenso, anche se a volte al limite del caricaturale, in There Will Be Blood di Paul Thomas Anderson, in cui interpreta un magnate del petrolio senza scrupoli, e a Julie Christie per Away from her, nel ruolo di una donna precocemente afflitta dal morbo di Alzheimer. È la prima vittoria per la Christie, già nominata quarantadue anni fa per Darling e nel 1976 per Shampoo, e che ha prevalso sulle più giovani Cate Blanchett (Elisabeth), Jodie Foster (The Brave one), Angelina Jolie (A Mighty heart) e Keira Knightley (Atonement).

Migliori attori non protagonisti sono risultati Cate Blanchett per I'm not there di Todd Haynes, in cui è l'unica donna tra i sei attori che interpretano Bob Dylan e per cui aveva già ricevuto la Coppa Volpi a Venezia, e Javier Bardem per No country for old men dei fratelli Coen, che sono stati premiati per la migliore sceneggiatura.

Altro doppio vincitore della serata è stato Lo scafandro e la farfalla, del regista-pittore Julian Schnabel, scelto come miglior film in lingua straniera (il film è una produzione americana girata in francese), mentre Schnabel si è portato a casa la statuetta come miglior regista. Di ispirazione gallica anche il miglior film d'animazione, Ratatouille di Brad Bird, l'ultimo gioiellino di casa Pixar, mentre la miglior canzone originale è Guaranteed, composta da Eddie Vedder, il cantante dei Pearl Jam, per il film Into the wild di Sean Penn.

Non è dato sapere dove le star abbiamo guardato la conferenza stampa o come abbiano passato la serata dei Golden Globe, visto che in settimana era state cancellate le tradizionali feste che la Nbc voleva trasmettere per rimpolpare il suo palinsesto, ma che sarebbero state deserte poiché anch’esse boicottate dagli attori. Ringalluzziti da questa dimostrazione di forza e di unità, gli sceneggiatori hanno sicuramente segnato un punto a loro favore nella lotta contro studios cinematografici e televisivi per ottenere una migliore distribuzione dei proventi derivanti dalla diffusione di film e telefilm in forma digitale.